Istat: ecco come è cambiata la nostra spesa

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L’Istat fa un quadro delle spese e dei comportamenti di consumo degli italiani. Meno carne e più frutta e verdura. Spendono di più i laureati e i dirigenti delle grandi città. Tra Nord e Sud si ammortizza il divario. Il cammino è in salita, ma i consumi crescono.

Siamo finiti sotto la lente dell’Istat. E i dati emersi e resi noti fanno riflettere sui comportamenti di noi italiani. Nel 2016 abbiamo speso un po’  in più rispetto all’anno precedente. La spesa mensile mediamente è stata pari a 2.524,38 € segnando un rialzo dell’1,0% rispetto all’anno precedente.

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Più frutta e verdura, meno carne. I consumi, seppur lentamente, stanno risalendo anche se la strada è ancora in salita. Cresce la spesa alimentare media: siamo passati da 441,50 a 447,96 € mensili ma l’Istat ci dice anche che compriamo diversamente. Acquistiamo meno carne (-4,8% sul 2015) e più frutta e verdura (+3,1%). Un importante indice che va verso la consapevolezza di uno stile di vita più vegetariano,più salutistico.

Nord e Sud. Le differenze si ammortizzano. I consumi delle famiglie si stanno omogeneizzando secondo l’Istat.  Le differenze tra nord e sud non sono più così nette. La differenza tra il valore più alto a nord – ovest e il valore più basso nelle isole si riduce da 945 a 897 €. La diminuzione del divario tra Nord e Sud del Paese – come spiega Giorgio Alleva, presidente dell’Istat – non è attribuibile all’alimentare, ma piuttosto alla spesa per la casa. Indubbiamente nelle grandi città i costi per l’abitazione sono maggiori rispetto al resto della penisola. Al contrario aumenta il divario tra grande città e periferia. La causa del gap di spesa è da attribuire alla crescita della spesa media mensile per beni e servizi non alimentari delle famiglie che vivono nelle grandi città.

Più hai studiato, più consumi. L’Istat rileva una relazione tra il consumo e il titolo di studio. All’aumentare del titolo di studio (diploma, laurea) aumenta anche il consumo. Nelle famiglie di occupati dipendenti la spesa media mensile è pari a 2.231,18 euro, nelle famiglie di imprenditori e liberi professionisti sale a 3.586,18, mentre il dirigente, quadro o impiegato spende in media 3.164,45 euro.