Istat: i dati sul gioco in Italia

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Il gioco d’azzardo in Italia è particolarmente sviluppato. In Europa, lo Stivale rientra tra i Paesi che producono la mole di gioco maggiore, cresciuta notevolmente soprattutto nell’ultimo decennio, grazie al proliferare di piattaforme a tema sul web. Slot machine virtuali, giochi di carte, roulette live: ormai non manca proprio nulla nell’offerta contenutistica, che fa sì che vengano spesi anche miliardi di Euro in un solo anno solare. Entro il 2030, probabilmente la maggior parte degli utenti opererà direttamente online, allontanandosi dalle sale vere e proprie.

Istat gioco d’azzardo: la spesa degli italiani

Stando ai dati Istat gioco d’azzardo ricavati dalla popolazione, la spesa complessiva degli italiani è raddoppiata nell’ultimo quinquennio. Non sempre il trend è stato costante: basti pensare che nel 2014 gli italiani hanno speso nel gioco molto meno rispetto al passato. In seguito, però, da una cinquantina di miliardi di Euro investiti nel gioco nell’arco di 12 mesi, si è arrivati a superare quota 100. Una percentuale dei ricavi delle sale di gioco finisce nelle tasche dell’erario, ma la somma che viene effettivamente persa dai giocatori è considerevole. L’avvento del digitale, complice la diffusione spaventosa degli smartphone e dei vari dispositivi portatili, ha accelerato l’espansione del fenomeno su scala mondiale. Si stima che un giocatore italiano abbastanza abituale spenda sui 2.000 Euro all’anno. Da notare che le cifre variano da regione a regione e che nel Meridione si registra una partecipazione minore.

Gioco d’azzardo in Italia: la prevalenza delle slot

Le slot digitali ripropongono sulla rete i giochi dei classici cabinati che ancora oggi stazionano in qualche sala o locale apposito. Le slot sono piuttosto intuitive da utilizzare, anche perché mettono a disposizione del giocatore pochissime opzioni. Sulle macchinette vere e proprie questo accadeva anche in virtù del poco spazio concesso alla pulsantiera, tuttavia le versioni virtuali delle slot sposano la stessa filosofia. Non potendo incidere più di tanto sul risultato finale, il giocatore è portato quindi ad azionare a ripetizione la levetta fisica o virtuale che sia nella speranza di visualizzare una combinazione vincente di rulli e simboli. Insomma, il ritmo è frenetico e la varietà di macchinette presenti nei palinsesti dà vita a un circolo vizioso che rappresenta forse il vero segreto dei grandi numeri delle slot. Scopri la lista delle slot in uscita nel 2021 su uno dei portali del settore dell’intrattenimento. In una singola piattaforma si possono contare anche centinaia di slot diverse. Negli ultimi due anni l’erario ha guadagnato il 50% in più rispetto a prima. Le sole slot generano infatti una spesa di 50 miliardi di Euro all’anno.

Dati statistici gioco d’azzardo Italia

Benché le slot si prendano da sole una bella fetta di mercato, anche gli altri giochi godono di un certo successo e sono al centro di spese non trascurabili. Tra questi figurano indubbiamente i giochi di carte, i più tradizionali nelle sale da gioco, che nonostante il peso degli anni continuano ad attirare migliaia di appassionati in tutto il mondo. I dati statistici gioco d’azzardo Italia non mentono: il solo poker frutta una spesa di 200 milioni di Euro all’anno, ma curiosamente annovera meno partecipanti di quanti ne potrebbe vantare, in quanto con l’istituzione di tornei professionistici in giro per il globo in tanti si sono allontanati dal tavolo verde.

Dati Istat gioco d’azzardo: le spese meno elevate

A rendere definitivamente chiara l’idea della spesa degli italiani nel gioco sono le somme che riguardano le attrazioni minori, ma comunque capaci di raggiungere cifre impressionanti. Il bingo, che ha fatto la propria comparsa nel nostro Paese solo una ventina di anni fa, porta a una spesa di 50 milioni di Euro annui e sembra in crescita a dispetto della lenta chiusura delle sale fisiche, ormai soppiantate dalle piattaforme online. Sempre secondo i dati Istat gioco d’azzardo, per le corse dei cavalli si spendono meno di 5 milioni, mentre le scommesse comuni superano i 60.