Israele-Gaza: proseguono gli scontri senza sosta

All’ONU Israele e Palestina si scambiano accuse reciproche

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Israele-Gaza:

Continuano gli scontri Israele-Gaza. Nella notte si sono verificati almeno 55 attacchi aerei sferrati da Israele sulla Striscia di Gaza. Intanto si è riunto il Consiglio di sicurezza dell’ONU. Durante l’incontro Israele e Palestina si sono scambiati accuse reciproche. Il Ministro degli Esteri palestinese ha accusato Israele di crimini contro l’umanità, e Israele ha risposto accusando Hamas di aver premeditato la guerra con Israele per conquistare la Cisgiordania. Molti analisti sperano che nelle prossime ora le tensioni potrebbero diminuire.

Israele-Gaza: cos’è successo?

Nella notte si sono verificati ancora pesanti raid su Gaza e razzi su Israele. Sono stati almeno 55 gli attacchi aerei sferrati da Israele sulla Striscia di Gaza. Secondo diversi testimoni i raid hanno colpito l’area di Khan Younis nella Striscia di Gaza meridionale, ma anche Gaza City e i territori più a Nord. Le forze di difesa israeliane hanno affermato di aver attaccato anche un complesso dell’Intelligence militare di Hamas. Nella notte l’esercito israeliano ha colpito 15 chilometri della rete di tunnel, detta “Metro”, di Hamas. Il portavoce dell’esercito israeliano ha affermato che l’attacco ai tunnel fa parte di una più larga operazione dell’esercito per colpire in maniera significativa il sistema sotterraneo terroristico.  

La riunione del Consiglio di sicurezza ONU

Ieri si è svolta la riunione del Consiglio di sicurezza nella Nazioni Unite. All’incontro hanno partecipato il segretario generale Antonio Guterres, il coordinatore speciale dell’ONU per il processo di pace in Medio Oriente, Tor Wennesland, il ministro degli Esteri palestinese, Riad al Malki, e l’ambasciatrice USA, Linda Thomas-Greenfield. Israele e Palestina si sono scambiati accuse reciproche. L’ambasciatore israeliano negli USA e presso l’ONU, Gilad Erdan, ha accusato Hamas di aver premeditato una guerra con Israele con l’obiettivo di conquistare il potere in Cisgiordania. Il ministro degli Esteri palestinese ha replicato: “Da Israele crimini di guerra e contro l’umanità”.  

Durante la riunione, gli USA hanno detto che l’attuale ciclo di violenze deve finire. Thomas-Greenfield ha sottolineato che Washington sta lavorando senza sosta attraverso i canali diplomatici per porre fine alle ostilità tra israeliani e palestinesi. La Cina ha invece accusato gli USA di bloccare un appello dei quindici per allentare le tensioni a Gaza. Cina, Norvegia e Tunisia sia sono dette profondamente preoccupate per il conflitto tra Hamas e Israele e per il crescente numero di vittime civili. I tre Paesi hanno chiesto un’immediata fine delle ostilità e la tutela soprattutto dei bambini. Anche questa volta il Consiglio non è stato in grado di concordare una dichiarazione pubblica.  

Israele-Gaza: una possibile tregua?

Diversi analisti osservano che nelle prossime ore, a meno di sviluppi inattesi, potrebbe esserci margine per ridurre gradualmente la tensione. Secondo il sito Arab News, l’Egitto, il paese che negli ultimi anni ha mediato fra Israele e i gruppi armati palestinesi, ha formalmente chiesto un breve cessate il fuoco. Inoltre ONU e Qatar starebbero portando avanti negoziati con il governo israeliano perché dichiari una tregua. Nelle scorse ore è stato accertato che le due parti siano tornate a parlare tramite canali diplomatici e militari, dopo giorni di silenzio.

Un primo passo lo ha compiuto il governo israeliano nelle scorse ore prendendo la decisione eccezionale di chiudere il Muro del Pianto, il luogo di culto più sacro agli ebrei, per tutta la giornata di domenica, in cui erano previste celebrazioni per la vigilia di Shauvot (la Pentecoste ebraica). Il premier Benjamin Netanyahu, con un provvedimento impopolare, ha vietato l’ingresso degli ebrei nel Monte del Tempio, ossia nella Spianata delle Moschee che sovrasta il muro del pianto.


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