Israele-Gaza: nuova escalation, gli scontri non si placano

I militanti di Hamas hanno lanciato dozzine di razzi contro Israele dopo che raid aerei israeliani hanno ucciso alti comandanti

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Continuano gli scontro Israele-Gaza. L’escalation dei combattimenti iniziata lunedì sembra non avere fine. Dall’inizio degli scontri sono stati lanciati più di 1.500 razzi da Gaza verso città israeliane. Nei combattimenti sono morte almeno 67 persone e ci sono stati oltre 400 feriti. Il premier israeliano, Benjamin Netanyahu, ha affermato che gli attacchi degli ultimi giorni sono stati “anarchia” ed è pronto ad inviare l’esercito.

Israele-Gaza: una nuova escalation?

L’escalation dei combattimenti Israele-Gaza iniziata lunedì sembra non arrestarsi. Il conflitto ha anche innescato un’ondata di violenza nelle strade in Israele tra ebrei e arabi israeliani. Più di 1.500 razzi sono stati lanciati da Gaza verso città israeliane da quando le ostilità sono aumentate dall’inizio di questa settimana. Negli scontri almeno 67 persone a Gaza e sette in Israele sono state uccise. Inoltre sono rimaste ferite oltre 400 persone. I combattimenti sono iniziati lunedì dopo settimane di crescenti tensioni israelo-palestinesi a Gerusalemme Est, culminate in violenti scontri in un luogo sacro venerato da musulmani e ebrei.  Da giorni si verificano violenze in aree di Israele con popolazioni miste ebraiche e arabe. Secondo la polizia israeliana, più di 374 persone sono state arrestate e 36 agenti sono rimasti feriti.  

Il premier israeliano Benjamin Netanyahu ha affermato che intende inviare forze armare militari per aiutare la polizia a mantenere l’ordine nelle città teatro di violenze. Ha inoltre detto che gli attacchi degli ultimi giorni sono stati “anarchia”. Netanyahu ha dichiarato: “Niente può giustificare una folla araba che aggredisce ebrei, e niente può giustificare una folla ebraica che aggredisce gli arabi”.

Cos’è successo mercoledì?

Le ostilità tra Israele e Hamas sono proseguite nella notte e nelle prime ore del mattino. I razzi lanciati dalla striscia di Gaza hanno raggiunto per la prima volta il Nord dello Stato ebraico, nella valle di Jezreel, dove hanno suonato le sirene. Allarme anche a Tel Aviv, dove migliaia di cittadini hanno dovuto cercare riparo nei rifugi. I militanti a Gaza hanno detto di aver lanciato 130 razzi contro Israele in risposta a un raid israeliano che ha distrutto la torre di al-Sharouk a Gaza City. Israele ha detto di aver ucciso alti funzionari di Hamas a Gaza e ha anche preso di mira i siti di lancio di missili. Hamas ha confermato che un alto comandante e “altri leader” sono morti. Mercoledì le forze di difesa israeliane (IDF) hanno dichiarato che i loro attacchi a Gaza sono stati i più grandi dal conflitto nel 2014.

Israele pronto a presentare un piano di invasione da terra

Il ministro della Difesa israeliano, Benny Gantz, ha assicurato che le operazioni continueranno finché la situazione non sarà “del tutto tranquillizzata”. Il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, ha assicurato che l’uccisione di quattro capi militari di Hamas, tra cui il comandante di brigata Bassem Issa, “è solo l’inizio”. Netanyahu ha detto: “Infliggeremo loro colpi che nemmeno immaginano”. Il portavoce dela Difesa israeliana, Hadai Zilberman, ha riferito che il comando meridionale delle forze armate israeliane presenterà nelle prossime ore al comando generale dell’esercito dello Stato ebraico un piano per l’invasione da terra della Striscia di Gaza. Il piano sarà poi sottoposto alle autorità politica perché lo prenda in considerazione. Le forze di terra al confine con la Striscia sono già aumentate e sono state mobilitate per una potenziale incursione.


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