Israele firma accordo sulla difesa con la Grecia

Nel frattempo crescono le tensioni con Ankara per lo sfruttamento delle risorse di gas naturale presenti nel Mediterraneo orientale che saranno convogliate da EastMed

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Israele è pronto per la firma di un accordo ventennale sulla difesa con la Grecia. A rivelarlo sono le stesse autorità attraverso un comunicato rilasciato martedì 5 gennaio. Anche se non è stata ancora scelta una possibile data per la ratifica, dato che solo in questi giorni il governo greco ha accettato tutti i termini del patto. Ma vediamo in dettaglio di cosa si tratta.

Israele pronto alla firma dell’accordo: di cosa si tratta?

Israele è prossimo alla firma di un accordo ventennale sulla difesa con la Grecia. Come annunciato dal Ministero della Difesa israeliano, infatti, il Paese siglerà un patto di sicurezza del valore di oltre 1 miliardo e mezzo di dollari con la Grecia. Più precisamente, secondo quanto riferisce l’agenzia al-Monitor l’accordo includerà l’acquisto da parte del governo greco di 10 aeromobili M-346 e la manutenzione degli aeromobili T-6. Oltre alla fornitura di simulatori, mezzi di addestramento e supporto logistico come parte della nuova scuola di volo per l’Aeronautica ellenica sul modello dell’accademia dell’aeronautica israeliana. Inoltre, la scuola sarà gestita dalla società Elbit Systems. Ma la cooperazione tra i due Paesi non si fermerà a questo, dato che in cantiere c’è il gasdotto EastMed. L’opera coprirà parte del fabbisogno di metano dell’Europa grazie alle riserve israeliane.

Qualche dettaglio in più

Da Israele le autorità hanno reso noto come il governo greco abbia approvato i termini dell’accordo il 5 gennaio scorso. Per questo i due Paesi non hanno ancora stabilito una data per la ratifica definitiva. In ogni caso, all’incontro presenzieranno i rappresentanti dei rispettivi Ministeri della Difesa oltre a i manager della Elbit Systems. Commentando la notizia dal suo account Twitter, la società internazionale di elettronica per la Difesa con sede in Israele ha spiegato: “Come parte di un accordo tra il Ministero della Difesa israeliano e il Ministero della Difesa greco, siamo stati selezionati per il Programma di addestramento al volo da 1,68 miliardi di dollari dell’Aeronautica Militare ellenica”.

Le reazioni delle autorità

Il primo a congratularsi per l’intesa è stato il generale Yair Kulas, capo della Direzione per la cooperazione internazionale per la difesa del Ministero israeliano. In particolare, Kulas ha dichiarato: “L’approvazione di questo patto da parte del governo greco è un passo storico per approfondire ulteriormente le eccellenti relazioni di difesa tra i nostri due Paesi”. E ha aggiunto: “Questo non è solo un accordo di esportazione della Difesa, ma piuttosto una partnership che durerà per almeno altri 20 anni”. Infine, ha concluso: “Vorrei ringraziare il Ministero della Difesa Nazionale greco per la sua fiducia e per aver assegnato questo importante compito al Ministero della Difesa israeliano e alla nostra eccellente industria della Difesa”. Mentre il ministro israeliano della Difesa, Benny Gantz, ha osservato: “Questo accordo riflette le relazioni eccellenti e in via di sviluppo che abbiamo con la Grecia”.

L’entusiasmo di Israele sulla firma dell’accordo

Poi, Gantz ha spiegato: “È un partenariato a lungo termine che servirà gli interessi di Israele e della Grecia, creerà centinaia di posti di lavoro in entrambi i Paesi e promuoverà la stabilità nel Mediterraneo”. Infine, il ministro israeliano ha riferito del confronto telefonico con il suo omologo greco, Nikolaos Panagiotopoulos, in seguito all’approvazione dell’accordo. In particolare, ha apprezzato che Atene e Tel Aviv abbiano rafforzato i rapporti nel settore della Difesa. Infatti, ha twittato: “Sono lieto di aggiornarvi che, in seguito alla mia precedente intesa con la controparte greca, sarà presto lanciato un accordo bilaterale di cooperazione in materia di sicurezza tra i nostri due Paesi, inclusi 1,68 miliardi di dollari per l’istituzione e il funzionamento di una struttura di addestramento per l’aviazione militare greca per i prossimi 20 anni”.

I precedenti incontri

L’ultimo incontro tra i ministri della Difesa dei due Paesi risale al 12 novembre, a Nicosia, assieme alla delegazione cipriota. L’occasione era valsa a discutere importanti scelte strategiche trilaterali su questioni di sicurezza. Più precisamente, il ministro israeliano Gantz aveva promosso le relazioni diplomatiche affiancato dai connazionali Gabi Ashkenazi, ministro degli Esteri e il premier Benjamin Netanyahu. Nel summit le autorità israeliane erano decise ad approfondire le relazioni bilaterali con la Grecia e promuovere l’alleanza strategica con Atene e Nicosia. Una relazione fruttuosa, dato l’ottimismo con cui leader dei tre Paesi stanno cooperando nella costruzione del gasdotto sottomarino EastMed. Una volta ultimata, infatti, l’opera avrà il compito di rifornire di gas naturale l’Europa continentale grazie alle riserve presenti nel Mediterraneo sudorientale.

Israele firma l’accordo: gli interessi in EastMed

Le autorità dei tre Paesi hanno annunciato che il nuovo metanodotto coprirà un’area di quasi 1900 chilometri. Quindi, EastMed rappresenterà la migliore alternativa per un’Europa dipendente dalle forniture di Russia e Caucaso. In particolare, il progetto prevede che il gasdotto partirà dal bacino del Mar di Levante dove sono presenti le riserve israeliane di metano. Da qui sarà diretto prima a Cipro e poi convogliato da Creta in Grecia. Dal Paese ellenico il metano sarà distribuito all’Italia grazie a un secondo gasdotto. Gli esperti hanno stimato che l’opera richiederà un investimento di circa 6 miliardi di euro. In più, entro 7 anni potrà soddisfare il 10% del fabbisogno europeo.

Le complicazioni politiche

Tuttavia, il gasdotto ha determinato l’intensificarsi delle tensioni tra i contrapposti schieramenti di Grecia e Cipro da un lato e Turchia dall’altro. In effetti Erdoğan non ha digerito affatto l’accordo anche per la contesa sovranità delle acque a largo di Cipro tra Ankara e Nicosia. Il problema riguarda soprattutto l’estensione delle rispettive piattaforme continentali di Cipro, Grecia e Turchia in un’area ricca d’idrocarburi come quella del Mediterraneo orientale. Sebbene permanga il disaccordo su chi spetti lo sfruttamento di quelle acque dove pullulano le isolette greche, le piattaforme turche hanno continuato indisturbate le trivellazioni dal maggio 2020.

 Le rivendicazioni di Ankara

Soprattutto, Ankara sostiene le sue ragioni col fatto di possedere la maggiore porzione di costa affacciata sul Mediterraneo orientale. E questo nonostante la sua area marittima sia racchiusa in una stretta striscia di acque per l’estensione della piattaforma continentale greca. Dal canto suo, la Grecia vanta una serie di isole prossime al confine con la Turchia. Ad esempio, l’isola greca di Kastellorizo ubicata a circa 2 km dalla costa meridionale della Turchia e a 570 km dalla Grecia continentale.


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