Israele e Gaza: lo scontro è più acceso che mai

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Lo scontro tra Israele e Gaza è sempre più acceso. Non si placano i bombardamenti e gli attacchi da parte di entrambe le parti. Nei conflitti sono rimasti feriti molti civili e si sono registrate anche diverse vittime, tra cui bambini. La violenza non accenna a diminuire, anzi si fa sempre più estrema.


Gerusalemme: notte di bombardamenti ora è guerra


Cosa sta succedendo tra Israele e Gaza?

Gli scontri tra Israele e Gaza a cui stiamo assistendo in queste ore, diventano sempre più duri. Ma come si sono riaccesi i conflitti tra israeliani e palestinesi? Per capirlo è necessario tornare indietro nel tempo di qualche giornata, più precisamente a venerdì 7 maggio. Quel fatidico giorno è stato infatti l’ultimo venerdì prima della chiusura del mese del Ramadan. Sulla Spianata delle Moschee, anche conosciuta come Il Monte del Tempio, alcuni dimostranti hanno cominciato a protestare per lo sfratto di 70 famiglie palestinesi cacciate dal quartiere di Sheikh Jarrah.

La zona, che si trova nella parte orientale di Gerusalemme, è stata ricostruita ed edificata negli anni da famiglie palestinesi che poi si sono insediate. Queste persone sono state cacciate per consentire ai coloni israeliani di stabilirsi. Da qui il conflitto che poi è sfociato nell’apertura del fuoco e dei bombardamenti. 250 razzi lanciati da Gaza in direzione Israele che ha risposto con diversi raid aerei. Il bilancio di vittime e feriti preoccupa: 24 persone, di cui 9 bambini e 103 ferite.

L’instabilità politica

Inoltre la situazione politica e le tensioni che ne derivano, non hanno fatto altro che peggiorare la situazione. In Palestina è da 15 anni che i cittadini non votano mentre in Israele nell’arco di tre anni, le persone sono state chiamate alle urne quatto volte. Questo panorama fa presagire il peggio in quanto palestinesi e israeliani si sentono pedine dei governanti che esercitano solamente i propri interessi. Lo scenario che si sta configurando tra Israele e Gaza preoccupa anche il resto del mondo. Josep Borrell, Alto rappresentante dell’Unione Europea per la politica estera, ha detto: “È un momento molto delicato e siamo profondamente preoccupati per i recenti episodi di violenza che servono solo ad alimentare le tensioni sul terreno”. Nonostante l’apprensione mostrata da parte di Unione Europea e Stati Uniti, al momento nessuno stato sembra essere pronto ad intervenire politicamente.