Israele: costituzionale la legge dello Stato nazionale

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Dieci degli 11 giudici hanno preferito respingere, ieri 8 luglio, i ricorsi contro la legge dello Stato nazionale, ritenendola costituzionale. Solo il giudice arabo George Karra, si è opposto. La legge sullo Stato-nazione afferma che Israele non appartiene a tutti i suoi cittadini, ma è lo “Stato-nazione del popolo ebraico”.

Perché la legge dello Stato nazionale è stata approvata e da chi?

La corte è stata citata in una dichiarazione dicendo che le disposizioni di legge devono essere “interpretate alla luce dell’altra legge fondamentale di Israele sulla dignità umana e sulla libertà e sulla libertà di occupazione, che affronta specificamente il duplice carattere di Israele come stato ebraico e democratico”. La dichiarazione afferma che le leggi fondamentali israeliane sono state progettate “per consolidare il carattere ebraico di Israele e per non contravvenire al carattere democratico dello stato”. Tra queste leggi è inclusa la legge sullo stato-nazione. “Questa legge fondamentale è solo un capitolo della nostra costituzione che sta prendendo forma e non nega il carattere di Israele come stato democratico”, ha scritto Esther Hayut, presidente della corte. Tuttavia, Karra ha affermato che sezioni della legge creano “accordi incostituzionali che negano il cuore dell’identità democratica dello Stato e scuotere le fondamenta stesse della struttura costituzionale».

Quali sono gli articoli contestati

Non tutta le legge, che è entrata in vigore nel 2018, è stata contestata. Solo gli articoli che sanciscono che Israele è la patria storica del popolo ebraico ad essere stati sottoposti a un esame della Corte. In particolare, l’art.1 asserisce che il popolo ebraico è l’unico ad avere titolo a esercitare il diritto all’autodeterminazione nazionale. L’articolo 4 che l’ebraico è la lingua ufficiale, mentre l’arabo viene declassato a lingua a statuto speciale. Anche se specifica che non viene pregiudicato lo status stabilito prima dell’entrata in vigore della nuova legge. E l’articolo 7, afferma che lo sviluppo degli insediamenti ebraici è un valore nazionale che va incoraggiato e promosso. Quello che viene contestato quindi è il carattere ebraico dello Stato d’Israele che questa legge sancisce. Stato che secondo i contestatori ribalta il carattere democratico dello Stato e mette a rischio i diritti delle minoranze.


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L’opposizione

Adalah, un gruppo per i diritti palestinesi che ha cercato di ribaltare la legge, afferma che il tribunale ha confermato una legge che “esclude completamente coloro che non appartengono al gruppo di maggioranza“. Il gruppo “continuerà a lavorare a livello internazionale per esporre la natura discriminatoria e razzista di questa legge”. Anche la Lista Araba Unita ha attaccato duramente la Corte per aver “certificato il razzismo. La legge sullo Stato-nazione riguarda il suprematismo ebraico e nessuna ‘uguaglianza’ può derivarne”.