Isolaccia (Sondrio) – Colto da infarto muore 55enne durante il trasporto in ospedale

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Un uomo di 55 anni di Isolaccia, in Alta Valtellina, è morto durante il tragitto in ambulanza per raggiungere l’ospedale di Sondrio. Il 55enne era stato colpito da infarto nella sua casa ma per raggiungere l’ospedale no Covid più vicino è necessario un viaggio di circa un’ora e mezza.

Il sindaco di Isolaccia denuncia alla stampa quanto accade in Alta Valle: “Qui dopo le 20 non c’è più il servizio di elisoccorso, per raggiungere l’ospedale non resta che guidare e sperare di arrivare in tempo”. É morto a 55 anni stroncato da un infarto. Per avere una possibilità in più per salvarsi avrebbe dovuto raggiungere il prima possibile l’ospedale e sottoposto a un intervento d’urgenza.

Eppure questa chance Daniele Bradanini, valtellinese di 55 anni, non ce l’ha avuta: l’ambulanza arriva in tempo a soccorrerlo a casa ma l’ospedale con il reparto di cardiologia più vicino è a più di un’ora e mezza in ambulanza. Non fa in tempo ad arrivarci, muore in ambulanza durante il tragitto. Quello che è successo a Daniele Bradanini solleva una dei problemi per cui i cittadini dell’Alta Valtellina da tempo si stanno battendo.

Tutti i reparti no Covid spostati da Sondalo a Sondrio

É successo a Isolaccia, paese a pochi chilometri dalla famosa località sciistica di Bormio. “Premetto fin da subito che non siamo un paese raggiungibile con qualche passo alpino o isolato in alta quota”, spiega il sindaco Massimiliano Trabucchi racconta quanto è successo. Qui l’ospedale più vicino è quello di Sondrio a circa un’ora e mezza in ambulanza. Lungo il tragitto ci sarebbe l’ospedale Morelli di Sondalo, però dall’inizio della pandemia è adibito solo alle cure per i pazienti Covid. “Già nel 2015 il sistema sanitario regionale aveva spostato alcuni reparti da Sondalo a Sondrio – continua a spiegare il primo cittadino di Isolaccia -. Con la pandemia poi tutto il settore no Covid è stato trasferito nel capoluogo di provincia”.

Nessun elisoccorso dopo le 20

Ma c’è di più, anzi molto di più. Oltre al problema della distanza, c’è anche quello legato al trasporto. Per raggiungere l’ospedale di Sondrio ci sono due modi: il primo è quello del viaggio in ambulanza ma il paziente non deve essere in gravi condizioni perché, come nel caso di Daniele Bradanini, il rischio è quello di non arrivare in tempo. Il secondo è chiedere l’intervento dell’elisoccorso, in caso di pazienti gravi, che riduce di molto il tempo di trasferimento in ospedale.

Peccato però che dopo le 20 l’elicottero non voli più. “Il vero problema è che in zona c’è un solo elicottero adibito al soccorso notturno entra nel dettaglio il sindaco Trabucchi. Ma resta comunque a terra perché dopo le 20 non c’è abbastanza personale da coprire anche gli interventi di sera e notte”. Così nel caso di pazienti gravi dopo una certa ora non resta che accendere le sirene dell’ambulanza e raggiungere il prima possibile Sondrio. “Senza un medico però“, aggiunge il sindaco.

Che poi spiega: “Tra i soccorritori in ambulanza del 118 oltre ai paramedici, non sempre interviene anche un medico. E anche qui il problema sarebbe legato alla mancanza di personale”. Un problema che coinvolge anche le donne incinta: “Spesso le mie concittadine qualche giorno prima del parto si trasferiscono a Sondrio. Poi ritornano in Alta Valle. Se no il rischio è quello, come è già successo, di partorire per strada”.

Sindaco: Non possiamo essere dimenticati solo perché lontani dai grandi centri
Infine il sindaco precisa: “Ho sollecitato (ancora) Regione Lombardia nel fare chiarezza sulla situazione che ha colpito e la nostra comunità e che non è accettabile.
Ringrazio a tal proposito i colleghi sindaci dei comuni vicini che sono al mio fianco per sollecitare la soluzione di questo problema che riguarda l’intero comprensorio. L’Alta Valle necessita di un’assistenza sanitaria decisamente più efficiente di quella attuale, perché non possiamo accettare di essere dimenticati solo perché più distanti dai grandi centri abitati”. Una battaglia che i valtellinesi stanno combattendo da tempo: da mesi infatti, al motto “Io sto con il Morelli”, i cittadini stanno chiedendo che all’ospedale di Sondalo vengano ripristinati i reparti no Covid.