giovedì, Luglio 18, 2024

Isis-K: cos’è il gruppo terroristico afghano “nemico” dei talebani

Dell’Isis-K, abbreviazione di Isis Khorasan, si è ricominciato a parlare da ieri, quando questo gruppo terroristico ha causato decine di vittime all’aeroporto della capitale afghana Kabul. L’attentato, la cui allerta era stata lanciata dagli USA, ha causato decine di vittime. Ma chi sono i terroristi dell’Isis-K, perché operano e perché sono considerati nemici dei talebani?

Isis-K: si cosa si tratta?

Anche conosciuto come Iskp (Islamic State Khorasan Province), l’Isis Khorasan è la branca afghana del gruppo terroristico, originario appunto della provincia del Khorasan. Le fonti di Intelligence sulle sue operazioni spesso non del tutto esaurienti e talvolta contradditorie. Questo fa di questa milizia un qualcosa di incognito. L’ONU sostiene che questa branca terroristica conti 2200 miliziani armati, perlopiù concentrati a Kunar, una provincia di montagna al confine con il Pakistan. Trattasi di un contingente molto vario, che presumibilmente comprende alcuni militanti pashtun pakistani fuggiti dalla loro nazione d’origine, oppure disertori afghani. Ma non solo. Pare infatti che il gruppo terroristico conti anche diversi estremisti provenienti dall’Uzbekistan e alcuni reduci arabi del vecchio Stato islamico siro-iracheno. Questi ultimi sembrano però rappresentare un numero relativamente limitato. L’Isis-K è solito limitare le proprie comunicazioni con le filiali del califfato nero a messaggi inviati con un cellulare. I finanziamenti sembrano essere ormai pochi.

Talebani e Isis: nemici o potenziali collaboratori?

Il ritorno dei talebani in Afghanistan pone però un’ulteriore questione al centro dell’attenzione. Sulla carta, infatti, sembra che il gruppo di integralisti che ha ora preso il potere a Kabul sia l’acerrimo nemico di questa milizia del califfato nero. Tuttavia, le incompletezze delle indagini di intelligence e la difficoltà di quest’ultima del trovare altro materiale porta a definire ambigue le relazioni con i talebani. Diversi analisti pensano che il ritorno del gruppo ribelle in Afghanistan possa portare all’Isis-K ad avere più chance sotto vari aspetti.

I talebani sembrano non avere l’appoggio di tutto il califfato nero

In Occidente, spesso si è soliti attribuire i talebani ad Al Qaeda. Questo è dovuto in particolare a quanto avvenuto l’11 settembre 2001 a New York, quanto gli artefici dell’attentato furono i terroristi di Al Qaeda e i governanti a Kabul erano i talebani. La vicinanza tra questi due gruppi rimane infatti effettiva. Quando, ad esempio, il gruppo ribelle ha preso il potere a Kabul questo ferragosto, alcun dei miliziani di Al Qaeda hanno esultato. Dall’altra parte, però, si è potuta riscontrare una parte delle milizie del califfato nero che si è detta contraria a quanto stava accadendo in Afghanistan. Questa parte del califfato nero è proprio l’Isis, che definisce i talebani traditori e “agenti degli americani”. Insomma, la guerra talebani-Isis Khorasan va avanti da tempo.

Lo scontro Isis-K – talebani può trovare una spiegazione in motivazioni religiose

Negli ultimi anni, l’Isis-K è i talebani si sono più volte contesi il monopolio sulle operazioni terroristiche. Queste erano prevalentemente rivolte contro obiettivi in Afghanistan, sia civili che militari. Questo storico scontro ha anche convinzioni religiose. Infatti, la maggior parte dei componenti del gruppo talebano appartiene all’etnia Pashtun. L’Isis ritiene questa etnia “religiosamente impura”. Di conseguenza, nell’ambito della politica – e dello scontro tra milizie – considera i talebani un gruppo compromesso con i nemici americani.


Leggi anche: Attentato a Kabul: morti anche 13 Marines USA

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