Il leader del sedicente Stato Islamico, l’autoproclamatosi Califfo Abu Bakr Al-Baghdadi (al secolo Sammarai) torna sulla scena politica regionale e, inevitabilmente, internazionale diffondendo un nuovo audio, il primo da più di un anno. Fino ad ora gli audio del leader jihadista sono stati diffusi su base annuale. Nel nuovo messaggio è evidente la necessità per il Califfo di rimotivare le truppe dopo le cocenti sconfitte militari subite negli ultimi tempi dalla formazione salafita.

Nel mese di luglio infatti il gruppo ha infatti perso anche il controllo di un’importante sacca nella Siria meridionale, nel contesto di una più ampia campagna governativa nella regione, che ha riportato la provincia di Daraa e tutti i territori fino al confine con le alture del Golan sotto il controllo dell’esercito lealista. ISIS resta ora in possesso soltanto del 2% dei territori che aveva occupato durante il suo periodo della sua massima espansione. 

Al-Baghdadi si concentra, nel nuovo discorso fatto circolare tra le truppe jihadiste, più sull’identificare i nemici di ISIS (e quindi, nella sua retorica, dell’Islam) che sulle sconfitte militari subite dalle sue milizie sul campo in Siria e Iraq negli ultimi due anni. Come era già stato fatto nei messaggi precedentemente diffusi il califfo ha invitato militanti dell’ISIS e lupi solitari stranieri a colpire bersagli civili in USA e in Europa. Il Califfo non menziona inoltre la morte di suo figlio Hudhayfah al-Badri, caduto lo scorso luglio durante un’operazione nella provincia di Homs.

Secondo gli analisti di SITE Intelligence Group il messaggio è da considerarsi autentico e sarebbe stato registrato nelle scorse settimane. Visti i precedenti, probabilmente bisognerà aspettare molto tempo prima di poter ascoltare nuove comunicazioni della leadership di ISIS. Tuttavia, questo non deve essere interpretato come un indizio della morte del Califfo come è stato più volte fatto in passato da media regionali poco affidabili più volte rilanciati anche da importanti testate europee ed americane.

La posizione di Al-Baghdadi è tuttora ignota. Sappiamo che negli scorsi anni si è continuamente spostato tra Siria e Iraq, spostamento ora molto più difficile a causa delle perdite di territorio nei pressi dei confini siriano e iracheno. Rimane fondamentale per i vertici di ISIS che egli rimanga in vita, essendo l’unica autorità in grado di tenere unito e coeso il gruppo terroristico e soprattutto l’unica in grado di chiamare a raccolta i militanti per lanciare offensive su larga scala contro l’Occidente. Così il Califfo continua la sua latitanza.

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