Iscrizione di Nabonide: il culto dell’ultimo re Babilonese

0
268
Iscrizione di Nabonide
Il petroglifo trovato a Al Hait (immagine dell'Ambasciata dell'Arabia saudita)

Una pietra basaltica rinvenuta nel Governatorato di Al-Hadeed in Arabia Saudita reca l’iscrizione di Nabonide, ultimo re dei Babilonesi. I segni incisi possono avere un significato religioso e rappresentare le divinità mesopotamiche.


Scavi a Silwan: ritrovate altre mura di Gerusalemme


Quali sono le caratteristiche dell’iscrizione di Nabonide?

La lastra presenta sulla superficie i segni della scrittura cuneiforme e una figura umana, il re babilonese, con in mano lo scettro. Sono incisi anche quattro simboli, luna crescente, sole, serpente e fiore. Il petroglifo si trovava nella città di Al Hait, un abitato in cui sono ancora visibili resti di fortezze e strutture per l’adduzione delle acque. Il riferimento al sovrano si trova anche in altri reperti, obelischi e pietre decorate del 6° secolo a.C..

Nabonide, ultimo re dei Babilonesi

Il sovrano regna dal 556 al 538 a.C. e ha usurpato il trono del legittimo re, Labashi-Marduk, assassinato dopo pochi mesi dall’ascesa al potere. Sposa la figlia di Nabucodonosor, Nitocris, e per alcuni anni lascia la Babilonia per recarsi in Cilicia, Siria e Arabia, dove fonda la città di Teima. Al suo posto in patria governa il figlio Baldassarre, ma poco prima della conquista persiana Nabonide torna nel paese d’origine. La sconfitta a Òpis contro l’esercito di Ciro II è la causa della sua caduta e del definitivo declino della stirpe regnante. In ambito religioso è promotore del culto del dio della luna Sin di cui ricostruisce il tempio a Harran. Nella Bibbia è ricordato per l’assenza dal suo dominio.

L’iscrizione di Al Hait e la politica di Nabonide

Il masso inciso che gli archeologici hanno trovato può essere messo in relazione con il cambiamento religioso che Nabonide ha promosso. Infatti, il sovrano babilonese ha cercato di modificare il culto dei babilonesi, rendendo la luna più importante delle altre divinità. La casta dei sacerdoti non ha però accolto con favore l’idea. Inoltre, la crescita dell’impero persiano ha aggravato la situazione politica nel regno di Nabonide che infine decade.