L’ordinanza vieta l’uso dei contenitori monouso alimentari fatti in plastica con sanzioni che arrivano a 500 euro

Sono passati quattro giorni dalla manifestazione mondiale a favore dell’ambiente, e sono già numerose le iniziative messe in atto da vari comuni e aziende nella lotta contro il nemico numero uno: la plastica.

Se nel mondo della moda Burberry ha lanciato l’idea di un definitivo addio alla plastica entro il 2025, per quanto riguarda l’Italia Ischia e i suoi sei comuni hanno detto stop a quegli oggetti che si scontrano con il bene dell’ambiente diventando un’isola “plastic free”.

Ma non è la prima iniziativa messa in atto dall’isola. Erano già state emanate un totale di sei ordinanze contro l’uso, la commercializzazione e l’importazione di detersivi e detergenti non biodegradabili. Purtroppo però, ad oggi non sono stati ancora raggiunti gli effetti sperati anche a causa di un’assenza di controlli.

L’iniziativa è stata promossa dal presidente del CISI, Consorzio Intercomunale Servizi Ischia, Pierluca Ghirelli. L’ordinanza proposta – approvata all’unanimità – prevede il divieto “in tutto il territorio isolano, comprese le spiagge e tutta la fascia costiera, dell’uso, della detenzione, della commercializzazione e dell’importazione di manufatti monouso ad uso alimentare in plastica (bicchieri, piatti, posate, nonché contenitori monouso utilizzati nella ristorazione e negli esercizi ricettivi, compresi i servizi di cosiddetto “take away”, ecc).”

L’ordinanza è stata presentata sabato durante il convegno “Fondamentali” dell’area marina protetta Regno di Nettuno.

90 giorni di tempo per smaltire gli oggetti in magazzino

La sanzione prevista nel caso in cui la nuova norma non venisse rispettata arriva ai 500 euro. L’eccezione riguarda i 90 giorni successivi all’emanazione della norma in quanto consente ai cittadini di smaltire i prodotti ancora in magazzino permettendo la normalizzazione del provvedimento.

La Repubblica riporta in un articolo le parole di Giacomo Pascale, sindaco di Lacco Ameno:
“Si tratta di un passo fondamentale nella giusta direzione, quella verso cui tendono l’Italia e il mondo. Chiediamo sin d’ora la collaborazione di cittadini, commercianti, associazioni di categoria e turisti per una piccola rivoluzione culturale che definirei obbligata, per il futuro del pianeta e per l’appeal dell’isola, che si fonda proprio sulla qualità del mare e sull’ambiente. L’auspicio è che ci siano uomini e mezzi affinché l’ordinanza, ancor più importante perché sintetizza la volontà condivisa dei sei comuni dell’isola, sia regolarmente osservata”.

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