Isabella Pers e Nada Prlja: artiste impegnate per l’ambiente

Una riflessione su temi sociali e ambientali contemporanei con opere inedite realizzate per gli spazi della galleria

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Nada Prlja e Isabella Pers
L'installazione di Nada Prljia

Con IN COMMON, la doppia personale di Isabella Pers e Nada Prlja aA29 Project Room di Milano presenta opere inedite, realizzate per la galleria. L’esposizione è a cura di Laura Cherubini e prosegue al 13 febbraio.


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Perché Isabella Pers e Nada Prlja allestiscono una mostra insieme?

Esplorano un terreno comune che si espande sugli assi spaziali e temporali con molteplici livelli di interconnessione tra viventi. Le due artiste con sguardi diversi ma complementari, intessono un dialogo e una riflessione su questioni sociali e ambientali. Partendo dall’osservazione di un presente fragile, Isabella Pers e Nada Prlja analizzano le sovrastrutture mediatiche che influenzano la nostra percezione. I lavori interpretano il cambiamento climatico attraverso il linguaggio dell’acqua e la connessione di situazioni fisicamente distanti. Gli atolli paradisiaci di Kiribati nell’Oceano Pacifico subiscono gli effetti di un repentino innalzamento del livello del mare. Il Nord-Est Italia è invece colpito dalla tempesta Vaia nell’ottobre 2018 che ha distrutto migliaia di ettari di foreste alpine. Le opere raccontano di un tempo che non è più in grado di riallacciarsi al suo ciclico eterno ritorno, ma che prosegue linearmente, senza controllo.

La galleria aA29 Project Room

Il centro espositivo, fondato da Gerardo Giurin e Antonio Cecora, si articola in due gallerie a Milano e Caserta, dirette da Lara Gaeta. Sono spazi multifunzionali, creati per promuovere con mostre, progetti site-specific e residenze, diverse forme di sperimentazione. Nasce con un indirizzo socio-politico per estendere il suo raggio d’azione a un terreno di ricerca più ampio. Esplora differenti possibilità di dialogo e di interazione con l’altro, con l’intento di decostruire alcuni fondamenti del pensiero dominante. aA29 Project Room sostiene ricerche sensibili alla questione ecologica e ambientale, che generano nuove possibilità di incontro e connessione tra i viventi.
Gli artisti con cui collabora indagano infatti le condizioni liminari e dicotomiche tra l’essere umano e l’animale, il naturale e l’artificiale, il sacro e il profano. I progetti coinvolgono il pubblico per affermare una coscienza collettiva che immagina scenari alternativi per il futuro.

Nada Prlja e le catastrofi naturali

Nada Prlja si domanda quando gli artisti cambieranno le modalità di produzione delle loro opere per evitare gli sprechi. Dà voce quindi a una critica al sistema stesso dell’arte. L’artista ricicla i suoi lavori per realizzarne di nuovi, in una sovrapposizione di significati, che arricchisce le opere esistenti di contenuti. Si occupa delle complesse situazioni di disuguaglianza e ingiustizia nelle società. Utilizzando media, i suoi progetti presentano diversi livelli e sono realizzati per un luogo o parlano di una condizione specifica. Lavora principalmente con installazioni, video-installazioni, live art e progetti d’arte pubblica. Infatti, l’obiettivo principale è di influenzare la società nel modo più diretto. Sfida il discorso critico su questioni di politica attuale, nazionalismo, transizione dei paesi ex-socialisti, diritti umani, migrazione. Allo stesso tempo, il suo lavoro mantiene un’autenticità concettuale ed estetica. Ha insegnato in Università di Londra e ha co-fondato a Skopje l’Independent international project space, SIA Gallery.

“Disaster diary II”

Tra le opere in mostra c’è l’installazione “Disaster Diary II” che riutilizza e trasforma il lavoro “Non commercial agency”. Dipinge date e luoghi delle catastrofi naturali che si sono verificate tra il 2004 e il 2021. Un progetto che critica e riesamina il
contenuto delle informazioni che i giornali offrono quotidianamente al pubblico. I due lavori diventano un’unica opera, rimandando un’immagine realistica della situazione mondiale e della sovrapproduzione del capitalismo. Il terreno comune di “IN COMMON” sta nella decostruzione delle pratiche tipiche dei mezzi di comunicazione di massa. In mostra presenta quindi una forma di resistenza dentro e fuori il mondo dell’arte. Pensare nuove forme di vita comune è un punto di partenza da cui aprirsi a un futuro alternativo.

Isabella Pers

I temi della ricerca sono l’osservazione e le interconnessioni tra gli ecosistemi ambientali, sociali, e culturali. Affronta anche l’impatto del dominio antropocentrico sulla vita del pianeta e le trasformazioni del nostro tempo. Le sue azioni collettive sono rivolte a indagare processi cognitivi che aspirano alla simbiosi tra i viventi e gli elementi naturali.
Comprende le scelte della nostra specie e poi immagina visioni inedite tramite
l’incontro tra diverse percezioni. Negli ultimi anni sta lavorando sulla memoria dell’acqua e delle piante. Si concentra anche sui modi in cui l’azione umana possa interagire in maniera simbiotica con questi percorsi. È anche co-ideatrice, insieme alla sorella Tiziana, di RAVE East Village Artist Residency. Un’iniziativa che apre il dialogo sul ruolo dell’arte contemporanea nei confronti dell’alterità animale in una prospettiva biocentrica ed antispecista.

Immagine da cartella stampa.