Iraq, almeno 18 persone sono morte a Kerbala

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Martedi’ mattina a Kerbala (Iraq), località situata a circa 100 km dalla capitale Baghdad, almeno 18 persone sono morte in seguito all’azione di alcuni uomini armati mascherati, che hanno inizialemente colpito un accampamento composto da persone rimaste a vigilare durante la notte. Successivamente i militari hanno iniziato a sparare contro i manifestanti creando il panico generale. Lo ha riferito un testimone dell’agenzia di stampa Associated Press. ( https://apnews.com/ )

I manifestanti protestavano contro le recenti politiche del primo ministro Adel Abdul Mahdi, accusato di non essere idoneo per sconfiggere problemi come corruzione e inefficienza dei servizi pubblici. Queste proteste sono solo una delle tante dimostrazioni antigovernative che il popolo iraqueno sta portando avanti in questi ultimi incendiari mesi: si contano infatti circa 157 persone uccise e 5.449 feriti solo ad ottobre.

I tumulti a Baghdad

Lunedi’ erano diventate davvero sostanziose le proteste dei cittadini della capitale Baghdad nei confronti del’attuale governo (nato nell’ottobre dello scorso anno), accusato di essere lento nell’attuare le manovre contro la corruzione, una delle piaghe del paese. Nella manifestazione dell’iconica Piazza Tahrir oltre migliaia di iraqueni hanno violato il coprifuoco infiammando le strade, mettendo a ferro e fuoco la sicurezza pubblica: sono stati necessari gli interventi militari che hanno usato la forza per spegnere tali proteste. Anche nella Green Zone, centro della presenza internazionale in città, e nei pressi del Palazzo del Parlamento, sono stati registrati tumulti che hanno costretto le forze militare ad agire.

“Il 28 ottobre 2019, è stato un giorno molto critico della storia moderna dell’Iraq. Saranno i manifestanti a decidere dove andare. Ormai non è più una protesta, ma una vera e propria rivoluzione per rovesciare il governo”, ha scritto un attivista su Facebook. Ma non è chiaro cosa succederà nel prossimo futuro”. Cosi un attivista ha scritto su Facebook riferendosi alle ultime evoluzioni delle proteste.

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