Iraq: abbattuto drone-bomba diretto sull’ambasciata USA a Baghdad

Dall’inizio dell’anno ci sono stati 47 raid contro gli interessi statunitensi in Iraq

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Iraq: abbattuto drone-bomba

Le forze statunitensi hanno abbattuto un drone-bomba diretto sull’ambasciata degli USA a Baghdad, in Iraq. L’episodio è avvenuto dopo che alcuni razzi erano stati lanciati contro una base che ospita militari statunitensi nell’Ovest del Paese. Giornalisti dell’agenzia Afp, presenti in città, hanno confermato che i sistemi di difesa americani C-Ram sono entrati in azione. Anche fonti della sicurezza irachena hanno riportato che le forze USA hanno colpito l’oggetto volante.

Iraq: forze statunitensi hanno abbattuto drone-bomba?

Le forze statunitensi hanno intercettato e abbattuto un drone armato mentre era diretto verso l’ambasciata statunitense a Baghdad, nella notte del 5 luglio. Lo hanno reso noto le forze di sicurezza irachene, mentre la tv araba Al-Hadath ha pubblicato su Twitter le immagini del drone abbattuto. Sempre secondo le forze di sicurezza irachene, non vi sarebbero vittime. Secondo un agente della sicurezza, anche altri due droni sarebbero stati abbattuti prima di precipitare nella Green Zone. Giornalisti dell’agenzia Afp, presenti in città, hanno confermato che i sistemi di difesa americani C-Ram sono entrati in azione.

L’episodio è giunto a poche ore di distanza da un attacco missilistico sferrato contro Ain al-Asad, base situata a Ovest dell’Iraq che ospita i soldati statunitensi. Un portavoce della coalizione internazionale anti-ISIS, Wayne Marotto, ha dichiarato che sono stati tre i missili lanciati contro Ain al-Asad, intorno alle 14:45, ora locale, precipitati lungo il perimetro della base.

Da inizio anno 47 attacchi contro obiettivi americani

Dall’inizio dell’anno hanno avuto luogo 47 attacchi, di cui 6 con i droni, che hanno preso di mira obiettivi statunitensi nel territorio iracheno. Lo scorso aprile, un drone carico di esplosivo ha colpito il quartier generale della coalizione anti-Isis nella città curda dell’Iraq Erbil. Il mese successivo, invece, è stata colpita la base aerea Ain Al-Asad e il 9 giugno l’aeroporto di Baghdad, dove ci sono anche soldati americani. Washington ha offerto una ricompensa che può arrivare fino a 3 milioni di dollari per informazioni sugli attacchi contro gli USA in Iraq. Secondo Washington, gli attacchi sono diretti dai gruppi filo-iraniani, tra cui le brigate di Hezbollah. Teheran avrebbe contribuito agli attacchi contro obiettivi statunitensi dopo la morte del generale Qassem Soleimani, avvenuta il 3 gennaio 2020 a seguito di un raid ordinato dall’allora presidente USA Donald Trump. L’Iran continua a chiedere vendetta per la morte di Soleimani.


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