L’Iran minaccia di violare l’accordo sul nucleare. Questo è quanto dichiarato nella giornata di ieri e riportato dall’agenzia di stampa iraniana Fars, dal ministro degli esteri iraniano Abbas Araqchi. Secondo il deputato iraniano non ha più senso rispettare l’accordo sul nucleare, siglato nel 2015 tra l’Iran e le altre potenze mondiali.

Le dichiarazioni di Araqchi sono state le seguenti: ” In considerazione del fatto che le promesse della controparte europea non sono state mantenute, non vi è alcuna ragione per l’Iran di rispettare i propri impegni unilateralmente”. Il deputato ha, poi, proseguito affermando: “L’Iran ha mantenuto la finestra della diplomazia aperta, rispettando l’impegno di riduzione dell’arrichimento”.

Secondo alcune dichiarzioni rilasciate da un alto ufficiale iraniano, il Paese sciita è seriamente intenzionato a violare i propri impegni, stabiliti dall’accordo sul nucleare, a partire dal sette luglio prossimo.

Il controammiraglio iraniano Ali Shamkhani e segretario del Consiglio di Sicurezza Nazionale ha dichiarato alla sopracitata agenzia di stampa che: ” A partire dal sette luglio, L’Iran sarà costretto a fare un secondo passo nella riduzione dei propri impegni”.

Intanto, sul piano delle reazioni internazionali, vi sono critiche all’intenzione iraniana di violare l’accordo del 2015. Il ministro degli esteri francese Jean-Yves LeDrian ha messo in guardia il regime di Teheran; secondo LeDrian violare l’accordo sarebbe un errore molto grave, anzi il ministro ha sottolineato che, per quanto riguarda la controparte europea, e nella fattispecie Francia, Germania, Gran Bretagna, essa non hanno alcun interesse ad abbandonare l’accordo.

Il presidente francese E. Macron ha mostrato la propria preoccupazione per la recente escalation di tensione tra Stati Uniti e Iran al punto che martedì egli ha avuto dei colloqui telefonici con il presidente iraniano Rohani; tuttavia dall’Eliseo non sono trapelati dettagli circa la conversazione.

Come è noto, è almeno dal mese scorso che le tensioni tra Iran e Stati Uniti non accennano a diminuire, anzi le ulteriori restrizioni imposte da Washington a Teheran non hanno fatto altro che aggravare una situazione che rischia di esplodere da un momento all’altro, per meglio dire, l’amministrazione Trump ha chiesto a tutti i Paesi di boicottare il petrolio iraniano.

L’Iran, dal canto suo, ha concesso alla controparte europea, firmataria dell’accordo del 2015, un breve periodo di tempo ( fino all’8 luglio), perchè trovi una soluzione che protegga gli interessi europei dalle sanzioni imposte da Washington.

Nel caso in cui i Paesi europei rifiutino di trovare una soluzione a questa crisi, l’Iran non avrà altra scelta che quella di procedere all’arricchimento dell’uranio, oltre i limiti consentiti dall’accordo, con lo scopo di produrre armi nucleari.

Il consigliere della sicurezza nazionale John Bolton ha dichiarato, a margine della conferenza con Russia e Israele, che: ” Non ci sono prove che l’Iran abbia strategicamente deciso di rinunciare alle armi nucleari” , aggiungendo che: “Tutte le opzioni rimangono sul tavolo, se l’Iran deciderà di violare i limiti dell’arricchimento dell’uranio del 2015”.

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