Iran: la project manager Nazanin Zaghari-Ratcliffe rimane in carcere

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Nazanin Zaghari-Ratcliffe rischia di tornare in carcere in Iran. A confermare questo aspetto è la sconfitta che la cittadina angloiraniana ha incassato nell’ultimo ricorso. Detenuta dal 2016, la project manager rischia ora serie ripercussioni legali, dopo che lo scorso aprile aveva ricevuto un ulteriore condanna di 1 anno e il bando ai viaggi all’estero per 12 mesi.

Al momento le autorità iraniane rimangono ferme nella loro decisione. L’avvocato della Zaghari-Ratcliffe ha inoltre confermato che la sua assistita ha perso la causa nonostante non ci sia stato nessun udienza in tribunale.

Iran: perchè Nazanin Zaghari-Ratcliffe è in carcere?

La project manager della Thomson Reuters Foundation era incarcerata dal 2016. Era stata presa di mira dalla Repubblica Islamica per una sua presunta attività di cospirazione, le Guardie rivoluzionare l’hanno invece accusata di aver tentato di sabotare il governo. Nell’ultimo anno ha trascorso il suo stato di fermo a casa dei suoi genitori a Teheran.

Parlando alla BBC, suo marito, Richard Ratcliffe, ha detto che sua moglie stava “aspettando di chiamarla” e ha detto che era “traumatizzata al pensiero di dover tornare in prigione“.

Sempre la Bbc riporta che la Zaghari-Ratcliffe non vede suo marito e sua figlia dalla sua prigionia del 2016. La loro figlia, Gabriella, che era con la madre a Teheran quando è stata arrestata, e vive ora con il padre nel Regno Unito dal 2019.

Al coro in difesa della manager si uniscono anche alcuni deputati inglesi. Tra cui Tulip Siddiq che rappresenta la circoscrizione londinese dove vivono i parenti di Nazanin Zaghari-Ratcliffe. La deputata ha chiesto al primo ministro Boris Johnson di intervenire e di liberarla dal pantano legale in cui è inserita.


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