Iran, arrestate alcune persone con doppio passaporto

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Dopo le proteste avvenute nella provincia di Alborz per il rincaro dei prezzi sulla benzina, l’Iran ha arrestato alcune persone con “doppia nazionalità” che sarebbero accusate come leader dei disordini avvenuti a pochi kilometri di Teheran. Tali presunti istigatori (possessori di passaporti europei, ma anche afghani e turchi), secondo l’agenzia iraniana Fars, sarebbero componenti di punta di alcuni servizi di intelligence. Non solo: sempre secondo l’agenzia, queste persone, ammanettate poche ore fa, sarebbero state addestrate in paesi stranieri con l’obiettivo di creare “caos”.

Le proteste di Alborz

Secondo Amnesty International, 106 persone sono morte durante le proteste di Alborz, causate, come detto prima, dall’improvviso innalzamento dei prezzi della benzina. Sempre secondo l’agenzia non governativa, tali fonti sono state certificate da “numerosi video eseguiti da testimoni oculari”. Il portavoce dell’Alto Commissariato per i diritti umani, Rupert Colville invece si è detto “particolarmente allarmato dal fatto che le forze iraniane avrebbero usato proiettili veri” che hanno facilitato le operazioni contro la sommossa in oltre 21 città iraniane. Di tutt’altro avviso è invece il regime guidato dall’Ajatollah Al-Khamenei che, tramite la testata Kayhan, ha fermamente dischiarato che tali disordini sono voluti dagli stranieri per destabilizzare il paese.

Iran

Le manifestazioni anti-governative, che ricordiamo hanno portato ad oltre mille arresti, sono state causate dall’aumento della benzina del 50% che ha praticamente tagliato le gambe ad una grande fetta della popolazione; questo però è solo una delle tante questioni che stanno accadendo all’interno di un paese sempre più preso di mira da tumulti interni.

La questione dell’aumento della benzina, in un paese ricco di risorse come l’Iran, è eccezionale in quanto è ben nota la disponibilità petrolifera di un paese storicamente esportatore dell’oro nero. I veri problemi, che hanno portato a tale aumento, sono iniziati dalla svalutazione della moneta iraniana in seguito alle pesanti sanzioni imposte dagli Stati Uniti di Donald Trump.

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