IO SONO GIORGIA: Come si fa satira nel 2019

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Io sono Giorgia

<<Una risata vi seppellirà!>> Così recita un antico motto anarchico. Sebbene purtroppo l’autore dell’aforisma sia ad oggi sconosciuto, la frase è incredibilmente attuale.

Lo sa bene Giorgia Meloni, il cui infervorato discorso in difesa della famiglia tradizionale è stato trasformato in un tormentone dal ritmo incalzante, sulle cui note l’Italia intera sta ballando in questo esatto momento.

Giorgia Meloni

Io sono Giorgia!

Ma partiamo dall’inizio. Il 19 ottobre, a Roma, si è tenuta una manifestazione del centrodestra dal nome patriottico di Orgoglio Italiano. Alla manifestazione erano naturalmente presenti i maggiori rappresentanti della destra italiana: Lega, Forza Italia, Fratelli d’Italia.

Si sa, i toni durante eventi del genere, sono sempre gli stessi: stop all’immigrazione; viva l’Italia cristiana; meno diritti alle coppie omosessuali, difesa della famiglia tradizionale e via dicendo.

Su tali temi verteva anche il discorso pronunciato da Giorgia Meloni. La leader di Fratelli d’Italia ha dato prova di un’invidiabile grinta, nel gridare alla folla le parole destinate a diventare un meme: <<Io sono Giorgia! Sono una donna! Sono una madre! Sono italiana! Sono cristiana! Non me lo toglierete!>>

Il meme

È evidente a chiunque come nessuno abbia intenzione di togliere a Giorgia Meloni la sua identità di donna e madre cristiana (ma non moglie: la tradizionalista Giorgia è infatti mamma di una bambina nata fuori dal matrimonio). Ciò che le è stato tolto, però, è la credibilità del suo discorso. Le sue parole, infatti, opportunamente remixate, sono state trasformate in una sfrenata hit musicale, divenuta subito virale.

La Giorgia challenge

In rete, ha subito preso piede la cosiddetta Giorgia challenge. In pochi giorni, decine di video del brano sono stati pubblicati. Tutti ballano Io sono Giorgia: ragazzi e ragazze si riprendono mentre ballano sulle note della canzone, oppure realizzano montaggi dove personaggi più o meno famosi ballano a loro volta a ritmo del tormentone del momento.

Io sono Giorgia
Anche i simpatici Teletubbies ballano la Giorgia challenge.

La ballano i Teletubbies; la ballano le ragazze di Non è la Rai, e perfino Joker. Ma, soprattutto, la ballano in discoteca i membri di quella stessa comunità LGBT presa di mira dalla Meloni nel suo discorso originale.

Satira contemporanea

È il potere del ridicolo che combatte il potere politico, con il suo bigottismo e la sua ipocrisia. Non è la prima volta che accade: dai video nonsense con protagonista Matteo Salvini fino alle parodie sull’inglese maccheronico di Renzi, la satira oggi si fa sui social, attraverso i meme.

Gli strumenti sono cambiati, ma lo scopo della satira è sempre lo stesso: usare l’umorismo per dissacrare le figure dei potenti, spogliarle della loro aura di autorità e rivelare quanto di ridicolo vi è sotto di essa.

Una lotta non violenta

Una resistenza armata solo di risate, ma sufficiente a combattere per un po’ la rabbia nel vedersi negati i propri diritti da chi fa leva sull’ignoranza e sulla paura per ottenere facili consensi.

Se la rete rende facilissimo diffondere disinformazione e pregiudizio, è altrettanto facile rendere virali meme come Io sono Giorgia. Una lotta non violenta che a sua volta nasconde, sotto la patina di facile umorismo, un messaggio ben più serio: <<Noi non siamo Giorgia. Siamo uomini e donne, cristiani e laici. Non vogliamo togliere nulla a nessuno, e di rimando ci aspettiamo che nessuno tolga nulla a noi.>>

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