“Empatia e Carezze nei rapporti con il paziente”. Felice Spaccavento presenta “Io Medico”

Quella di Felice Spaccavento, anestesista e rianimatore dell’ospedale di Corato (Ba), è una raccolta di storie di ordinaria sanità. Storie dei medici che vivono quotidianamente il lavoro toccando il cuore dei pazienti. Aneddoti ed esperienze personali, professionali nel rapporto con i pazienti e la sua famiglia. Storie vere. Il diario bellissimo e sconvolgente di un medico in prima linea tra la vita e la morte. Il medico che tutti vorrebbero incontrare, con questo libro apre le porte della sua anima, in tutte le sue sfaccettature.

Non parla solo di sanità, parla anche della sua vita. La guerra alla morte e alle malattie, la famiglia, gli amori, le emozioni, i successi, le sconfitte. Ma anche il privato, la musica, il tormento tra ateismo e voglia di fede, i momenti di leggerezza, le foto di famiglia di un uomo fin troppo vero, attuale, pieno.

Copertina Libro

La pubblicazione “IO MEDICO” nasce dalla consapevolezza del suo amico e filosofo Mario Albrizio, che ha riportato tutto ciò che l’autore ha scritto su facebook negli anni. Spaccavento ama i suoi pazienti, li ascolta, li “guarda dal basso in alto”. Un approccio che ridisegna il concetto stesso di medico, verso una medicina più umana. Dalla sua timeline direttamente all’anima di chi legge. Un capolavoro di passione, dedizione e umanità. Un libro che cambia la vita. Spaccavento promuove un rapporto molto empatico con i pazienti. Il dialogo con il paziente per lui è tempo di cura. Il centro di tutto del suo lavoro è il paziente. La nuova legge sul consenso informato spiega appunto che la comunicazione con il paziente è il primo gesto di cura che un medico può offrire.

Tra le “battaglie” di Felice Spaccavento c’è stata quella per la realizzazione di un Ospedale di Primo Livello nel Nord Barese. In questo caso ha ricoperto un ruolo di cerniera tra Istituzioni, con i Comuni interessati e la Regione Puglia, i Medici e la politica dei territori. Inoltre, nel suo lavoro, si sta battendo anche per l’utilizzo della cannabis per uso terapeutico. La burocrazia infatti non permette di accedere facilmente a queste sostanze.

Secondo il medico, molte patologie andrebbero trattate a case. Per due motivi. Il primo è per non affollare gli ospedali, che già sono pochi nel suo territorio. Il secondo motivo è che i pazienti desiderano essere curati a casa. La medicina non può essere solo scienza, ma anche coscienza. Quando parli con un paziente non puoi essere una macchina. Ai pazienti vanno fatte diagnosi, vanno date terapie. Ma soprattutto vanno date carezze. Bisogna cercare di proteggere il paziente che in quel momento è la persona più debole.

I proventi del libro saranno utilizzati per acquistare attrezzature mediche, come un’ecografo “portatile” da utilizzare per raggiungere le case di quei pazienti costretti ad affrontare problemi enormi per recarsi negli ambulatori e nei plessi ospedalieri.

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