Intrepid, il sensore antistupro

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Ogni 98 secondi, una donna negli Stati Uniti è vittima di stupri. In Italia, invece, si contano circa 15 abusi al giorno e la maggior parte di essi sono su minori ed anziani.

Sono numeri in pericolosa crescita. Il dato più allarmante, però, è che tali stime si riferiscono solo alle molestie sessuali denunciate alle forze dell’ordine, ovviamente.

La scienza è scesa in campo per combattere gli abusi; rendendo le donne libere di difendersi da sole.

Al fine di tentare di fermare questi terribili crimini, un team di ingegneri del MIT (Massachusetts Institute of Technology) di Boston ha ideato dei sensori antistupro, battezzandoli con il nome Intrepid. Lo scopo del dispositivo è quello di fornire soccorso ed assistenza immediata alle vittime di abusi sessuali.

Manisha Mohan, la ricercatrice che dirige il team, ha realizzato il sensore in forma adesiva, da attaccare all’interno della biancheria, in grado di percepire quando una persona viene spogliata contro la sua volontà.

Intrepid viene, quindi, collegato allo smartphone di chi lo indossa e, quando rileva movimenti sospetti, invia una notifica alla vittima chiedendo se è d’accordo con quanto sta accadendo. Nel caso in cui non riceva risposta in un arco di tempo prestabilito, lo smartphone provvederà ad inviare la posizione tramite l’utilizzo del GPS ad una serie di numeri preimpostati dal proprietario.

In questo modo avvertendo, ad esempio, la biancheria strattonata o strappata, il sensore è in grado di avvertire amici o parenti in tempo reale, i quali provvederanno poi a denunciare il fatto.

Il dispositivo può essere attivato tramite un pulsante azionato dalla vittima, oppure rilevando i movimenti sospetti. Questa versatilità lo rende idoneo anche per bambini, persone anziane, degenti immobilizzati a letto o persone sedate.

E’ possibile seguire l’evoluzione del progetto, attualmente in fase iniziale del suo sviluppo, attraverso le pagine del sito del MIT.

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