Intervista ad una giovane stilista emergente : Flavia De Masi

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di Rosy Balzani on Twitter @rosybalzani

Conosco Flavia De Masi quasi per caso, da blogger e web editor, sono sempre alla ricerca di nuovi talenti da presentare al mondo del fashion. Di lei colpiscono l’allegria, la serenità con cui affronta i problemi, mano a mano che si presentano, siamo in Italia dopotutto, questo è il Bel Paese, ma per gli stilisti e i designer emergenti è una lotta quotidiana, difficoltà e spese sono all’ordine del giorno, ma lei non si scoraggia, e a darle ragione ci sono i suoi capi, splendidi, dal mood vagamente retrò, nostalgico ma con un tocco di innovazione, insomma Flavia è la quintessenza della sartorialità, viene da generazioni di sarti, lei è la terza in successione, e la passione che mette in ogni singolo capo d’abbigliamento è palese, le chiedo se posso intervistarla e le lascio una serie di domande, raccomandandole di rispondere a ‘’briglia sciolta’’ e questo è il risultato : ‘’Sono Flavia De Masi alla terza generazione di una famiglia di sarti, io non mi sono mai chiesta che sapore avesse il cotone se lo spezzi con la bocca o che odore ha la stoffa riposta in un armadio per lungo tempo… l’ho sempre saputo, ha sempre fatto parte di me.’’


Quando hai compreso che era proprio questa, è la strada che volevi percorrere ‘’da grande’’? “L’ho capito quando ho realizzato tutti i miei sogni lavorati -sembra presunzione parlare in questo modo avendo solo 27 anni, ma è la verità- avevo il lavoro che desideravo in un ufficio stile di tutto rispetto, ero la Andy un pò meno stilosa del “Diavolo veste Prada” eppure non ero felice perchè non avevo la possibilità di esprimere la mia visione, le mani fremevano e dovevo fare qualcosa!!Mi sono licenziata e –dopo un lungo percorso di autoconvincimento- ho cominciato a cucire tende 🙂 non avrei mai pensato che sarebbe finita così per me che tanto odiavo stare in sartoria e tanto volevo vantarmi di essere una stilista eppure ad oggi non riesco a concepire un futuro diverso e la cosa meravigliosa è che questo mi rende entusiasta!!!”

-Qual è stato il primo capo che hai creato? Per chi? “Sono stati due in realtà ed erano il regalo di compleanno di una mia amica. Aveva visto un vestito in un negozio, ma non era convinta di spendere una cifra considerevole per averlo alchè mi proposi di confezionarglielo io come lo preferiva, ne venne fuori una versione più romantica ed anche più audace -era molto corto, esagero sempre con l’orlo- e lei ne fu entusiasta!In quella stessa circostanza le regalai anche una borsa -sempre cucita da me- completamente rosa ispirata alla B-bag di Blumarine, fu un lavoraccio ma mia mamma disse che era bellissima…spero l’abbia ancora!!”

-C’è un guru della moda a cui ti ispiri? “Il mio punto di riferimento per eleganza e semplicità è sicuramente il Maestro Valentino!! Ho avuto modo di visitare Palazzo Mignanelli, di toccare con mano le creazioni di Alta Moda indossate anche da famose star, di parlare direttamente con le sue sarte -con alcune delle quali ho lavorato- e di “sedere” alla scrivania del suo studio e non esiste niente di più raffinato a mio parere!!! Quello fu un giorno molto importante per me e di ritorno a casa ho pianto come una bambina per l’emozione”.

-Influisce il tuo stato emozionale nel rendimento lavorativo? “Decisamente, l’andamento della giornata lo decide tutto la mattina, se mi alzo allegra e chiacchierina mi sento sempre propositiva e desiderosa di mettermi all’opera, al contrario -e devo sincerare che succede raramente- mi dedico principalmente all’osservazione!!”

-Senti l’influenza dell’esterno(guru della moda, tg, street style) nel tuo lavoro? “In effetti si –anche se alle volte mi capita di sognarli i vestiti- sono una divoratrice di riviste di moda e seguo costantemente i canali di moda, musica e ahimè gossip  e da poco ho scoperto blog e fashion blogger -si lo so sono in ritardo sulla tabella di marcia- tutto questo per dire che inevitabilmente una mia creazione è l’elaborazione di tutti gli stimoli visivi auditivi e quant’altro a cui mi sottopongo volontariamente ogni giorno”.

-Quando si crea, generalmente si ha un punto focale, una visione d’insieme, che varia da persona a persona, il tuo da dove nasce?” La risposta potrebbe essere  alquanto banale, ma è anche un dogma per un artista e cioè che l’ispirazione risiede in qualsiasi cosa, sia essa un quadro, un film, un pensiero, una foto o come di solito capita a me una canzone. La musica è l’essenza del mio operato perché mi permette di immaginare la direzione che voglio dare ad una creazione e mi carica in attesa del risultato finale di cui poi sarà la cornice.”


-Parlaci della collezione, da come nasce il primo capo ad esempio, che generalmente è la linea di congiunzione di ogni capo… “Il primo capo di una collezione è sempre un pezzo che penso su di me, ma di solito mi lascio ispirare dai colori e dalle grammature dalle stoffe che ho la fortuna di aver ereditato da mio nonno e mia madre, entrambi sarti! Poi compongo dei mood di ispirazione –comprendenti  abiti, accessori, complementi d’arredo, frasi e quant’altro- che mi aiutano a mantenere un filo conduttore per la stesura d’insieme, in seguito creo i bozzetti –che mi portano via tempo poiché li disegno a mano e nei minimi particolari- ed infine mi dedico alla realizzazione vera e propria quella in cui si cuce, la mia preferita”.

-Cos’è per te, la soddisfazione? “Sostanzialmente sentirmi felice a fine giornata, quando -anche non avendo consegnato lavori- so che mi sono impegnata ed ho imparato qualcosa in più”.

-Rivalità, la conosci, o l’hai conosciuta? “Fortunatamente no, sin dai tempi dell’Accademia ho avuto la fortuna di conoscere persone che tendessero alla socializzazione e alla collaborazione ed io stessa mi prodigo a dare consigli e ad aiutare chi necessita di una mano!!Grazie anche ai social network ho avuto modo di interagire con miei “colleghi” più esperti e scambiare consigli e sostegno –che non fa mai male!!!- Una cosa devo dirla però…ho cambiato spesso ambiente di lavoro e per quanto sia antipatico dirlo lavorare insieme a sole donne non concilia la serenità…affatto!!”

-Credi da tempo, quando hai iniziato cosa ti aspettavi? “Quando ho cominciato -e parlo del mio cammino subito dopo il diploma- non mi sarei aspettata di arrivare dove sono ora, ero molto insicura sentivo la necessità di migliorarmi continuamente perchè non mi reputavo all’altezza, ma piano piano ho imparato ad essere più determinata, a credere nelle mie capacità perchè il confronto con chi è più esperto, i suoi insegnamenti, la possibilità di provare e riprovare imparando mi hanno fatto crescere e mi hanno resa più forte”.

 -C’è una persona che ti ha incoraggiata in questo progetto lavorativo? “Come ho detto prima la possibilità di intraprendere un cammino impervio come quello del mettersi in proprio era fuori discussione per un’insicura come me, eppure il mio bagaglio lavorativo parlava da solo potevo farlo, avevo solo bisogno di un motivatore, qualcuno che accendesse la miccia 🙂 Ho trovato tutto questo in Antonio Altieri –amico musicista e compositore, stacanovista incallito- ha sempre creduto in me e nelle mie capacità e mi è stato d’esempio -dedica alla sua chitarra anche 6 ore al giorno di studio- la sua costanza e determinazione mi hanno dato l’energia di insistere e di non demordere. Lui è la mia forza glielo dico sempre!!!”

-In questo momento stai lavorando ad una nuova collezione? “Certo, e come potrei stare con le mani in mano? Hehehe  Sto concludendo una versione Curvy  ispirata alla mia ultima collezione invernale, ma sostanzialmente sono in continua produzione perché mi entusiasmo spesso per tutto quello che di nuovo vedo ed anche perché tento di superare i miei limiti, cercando di stupire anche me stessa pensando a capi più elaborati ed estrosi  infatti spero di sorprendere chi mi segue nella prossima primavera estate”

-Hai piani per il futuro, lavorativamente parlando? “A volte mi ritrovo a fantasticare fin troppo in grande sulle speranze che mi riservo di realizzare nel prossimo futuro 🙂 ma sostanzialmente quello che mi auguro al di là della fama -che credo sia quello che rincorrono un po’ tutti- è di riuscire a crescere professionalmente, imparando sempre qualcosa di nuovo e tentare di abbattere quei limiti che un po’ per gusto un po’ per educazione non mi permettono di spaziare nella creazione dei miei capi”.

-Hai un consiglio per chi inizia ora? “Il mio consiglio è quello di non disprezzare il lavoro manuale -io stessa non volevo assolutamente farlo- e di superare quel retaggio culturale che ci portiamo dietro da troppo tempo che vuole l’artigiano ignorante!!Lavorare con le mani è un privilegio e porta ad una realizzazione personale ineguagliabile”.

-Se potessi essere qualcun altro chi saresti? “Da un punto di vista puramente fantastico mi piacerebbe moltissimo essere l’eroina di un film noir, magari ambientato negli anni ’40 e destreggiarmi tra investigazioni, interrogatori e sparatorie, ma sempre con la piega perfetta ed il rossetto intatto :)”

-Se avessi un superpotere, lo useresti? Se sì, come? “La geek della famiglia è mia sorella che sicuramente risponderebbe con entusiasmo a questa domanda, personalmentente mi piacerebbe essere multitasking –hehehe è la skill del momento- ma sogno sempre di volare e questo sarebbe veramente meraviglioso! ”

-E quando non lavori, cosa fai? “Adoro molto cucinare -per me stessa e per chi amo- specialmente i piatti della tradizione, gustosi e ricchi, sono una divoratrice di film –italiani o stranieri non ha importanza e nemmeno il genere quello che conta è lo stile del registra e il taglio della fotografia- poi confesso con un po’ di vergogna che quando a casa non c’è nessuno io canto, a squarciagola perché lo amo quasi come cucire J”

A voi i commenti, io mi sono commossa!