di Sofia Riccaboni TW @sofiariccaboni

Questa intervista postuma è stata scritta il primo aprile 2009. E’ frutto di una lunga lettura di tutti i testi teatrali e musicali di Giorgio Gaber, dove si trovano tutte le risposte anche ad argomenti di attualità. La ripubblico oggi. Come ricordo e ringraziamento per tutto quello che ci ha lasciato questo grande Maestro. Tengo a precisare che tutte le risposte sono frasi esatte di Gaber, non lavorate ne adattate. 

La ringrazio per avermi concesso questa intervista. Visti gli ultimi avvenimenti politici Lei, Signor G., è sicuramente la persona più indicata per darci una nuova visione del nostro mondo politico.

Oggi si parla tanto di libertà. Tutti vogliono dire la loro. Lei cosa pensa della libertà?
Libertà… la libertà non è uno spazio libero. Libertà è partecipazione.

Partecipazione… come quella che ci concede la democrazia. Non trova?
Sul vocabolario c’è scritto che “democrazia” significa “potere al popolo”. Ho in mente il fanatismo delle camice nere al tempo del fascismo da cui un bel giorno nacque questa democrazia.

Si, perchè? Ritiene forse che non sia corretta?
Si, ma in che senso potere al popolo? Come si fa? Sul vocabolario non c’è scritto…

Vero. Ma abbiamo un sistema democratico da tanti anni. Possiamo scegliere dei rappresentanti…
Si, quando c’ero io c’era la democrazia rappresentativa, che dopo alcune geniali modifiche fa si che tu deleghi un partito che sceglie una coalizione che sceglie un candidato che tu non sai chi è e che tu deleghi a rappresentarti. Ora spero sia cambiata…

Ma si… Abbiamo anche il referendum…
Ah si, il referendum. Deve dire solo “SI” se vuol dire no e “NO” se vuol dire si. In ogni caso ha il 50% di probabilità di azzeccarla. Ma il referendum ha più che altro valore folkloristico perchè dopo aver discusso a lungo sul significato politico dei risultati… tutto resta come prima e chi se ne frega.

Ma no, non dica così…
Ma si, signorina. La democrazia si basa sul gioco delle maggioranze e delle minoranze. Dipende tutto dai numero. Come il gioco del Lotto. Con la differenza che al gioco del Lotto, il popolo qualche volta vince, in democrazia… mai!


Suvvia Signor G. i partiti di destra e di sinistra si fanno in quattro per dare al popolo una democrazia giusta ed equilibrata.
Anche lì… c’è stato un mezzo terremoto, le formazioni politiche hanno cambiato nomi e leader. Adesso… adesso non c’è più il 50% a destra e il 50% a sinistra. C’è il 50% al centro destra e il 50% al centro sinistra. Oppure un 50 virgola talmente poco… che basta che uno abbia la diarrea che salta il governo…

Effettivamente anche gli italiani sono n po’ confusi. I vari leader fanno a gara per dare i risultati dei sondaggi che li vedono in preferenza. Alla fine ogni volta cambiano strada. Secondo lei perchè?
Sembra proprio che il popolo italiano non voglia essere governato. E ha ragione. Ha paura che se vincono troppo quelli di là, viene fuori una dittatura di sinistra. Se vincono troppo quegli altri, viene fuori una dittatura di destra.

Si, c’è molta confusione tra Destra e Sinistra…
E’ evidente che la gente è poco seria quando parla di sinistra e destra.

Ma come poco seria? Berlusconi parlava convinto quando diceva di avere  la maggioranza delle preferenze, era serio e lo ha anche ribadito al primo congresso del nuovo partito, “Il popolo delle libertà”.
La dittatura di centro… quella gli va bene. Però credo che la risposta delle masse è di sinistra con un lieve cedimento a destra.

Sia sincero, che ne pensa di Silvio Berlusconi?
Aveva tante idee, era un uomo d’avanguardia, si vestiva di nuova cultura, cambiava ogni momento ma quando era nudo, era un uomo dell’ottocento…

E di Franceschini?
… il piccolo borghese, com’è noioso, non commette mai peccati grossi, non è mai intensamente peccaminoso. Del resto, poverino, è troppo misero e meschino e pur sapendo che Dio è più esatto di una Sveda, lui pensa che l’errore piccolino non lo conti o non lo veda.

Però deve ammettere che il suo pensiero e le vicessitudini di questa sinistra lasciano un po’ perplessi, soprattutto quando fa richiamo al pensiero liberale. Sarà stata questa la sfortuna di Veltroni?
Il pensiero liberale è di destra, ora buono anche per la sinistra. Non si sa se la fortuna sia di destra, la sfiga è sempre di sinistra.

Ci sono state, ultimamente, vicende che hanno visto un forte ruolo dei sindacati. Cosa ne pensa del loro ruolo nella società?
Ho voluto andare ad una manifestazione… i compagni, la lotta di classe, tante belle cose che ho nella testa… ma non ancora nella pelle.

Sicuramente ha anche una sua visione dei giornalisti, vero?
Certamente non sono brave persone e dove cogli, cogli sempre bene. Compagni giornalisti avete troppa sete e non sapete approfittare delle libertà che avete, avete ancora libertà di pensare, ma quello non lo fate.

Per finire… una ricetta per il nostro futuro.
Non insegnate ai bambini, non divulgate illusioni sociali, non gli riempite il futuro di vecchi ideali. L’unica cosa sicura è tenerli lontani dalla nostra cultura. Non insegnate ai bambini, ma coltivate voi stessi il cuore e la mente, stategli sempre vicini, date fiducia all’amore. Il resto è niente.


Condividi e seguici nei social
error

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here