Intergruppo: prove di partito o solo valorizzazione del lavoro di Conte?

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Nella giornata di ieri ci sono state un paio di note di comunicazioni che ci fanno pensare. Conte ha dichiarato che “crede molto nell’alleanza Pd-M5s-Leu“. E lo ha fatto in seguito alla dichiarazione dei capigruppo a Palazzo Madama che hanno deciso di far nascere un nuovo intergruppo. “Da domani (oggi, ndr) insieme per rilanciare il Paese“.

Chi fa parte del nuovo intergruppo al Senato?

Pd-M5s-Leu dicono sia un modo per “ripartire dall’esperienza positiva del governo Conte 2“. E cosi facendo fanno contenti i nostalgici di Conte che, un giorno prima della fiducia al nuovo governo Draghi, si porta a casa i consensi di una larga parte dei senatori. Dopo l’annuncio dei capigruppo di Palazzo Madama è arrivata la dichiarazione di Giuseppe Conte.  “Ora bisogna valorizzare il lavoro svolto”. Il Fatto Quotidiano parla di “un modo per ricompattare l’alleanza prima della prova in Aula e la dimostrazione che dietro le quinte si lavora a tempo pieno al progetto di coalizione“. Ma non scordiamo che in questo momento i malumori sono un po’ ovunque. Ogni partito ha le gatte interne da pelare e le contestazioni, più o meno eclatanti, non mancano in nessun schieramento.

La nota congiunta dei capigruppo

Il nuovo inetrgruppo è stato annunciato da una nota congiunta firmata dai capigruppo in Senato: Ettore Licheri (M5s), Andrea Marcucci (Pd), Loredana De Petris (Leu). “Alla vigilia del voto di fiducia al nuovo governo Draghi abbiamo deciso, sollecitati da senatrici e senatori dei tre gruppi parlamentari, di intraprendere un’iniziativa comune: la costituzione di un intergruppo parlamentare che, a partire dall’esperienza positiva del governo Conte II, promuova iniziative comuni sulle grandi sfide del Paese, dalla emergenza sanitaria, economica e sociale fino alla transizione ecologica ed alla innovazione digitale. Con questo spirito, da domani, saremo insieme per rilanciare e ricostruire il nostro Paese“.

I partiti oggi e le defezioni

I 5 stelle sono sull’orlo di una spaccatura epocale. Ad oggi molti, nelle fila M5S, hanno dichiarato che non voteranno la fiducia. Le donne del PD sono in lotta con il Partito per una mancanza grave di riconoscimento di quote rosa. Forza Italia sta perdendo colpi da prima di questo nuovo Governo, con espulsioni per chi non ha rispettato la richiesta di voto di Silvio. Siamo sicuri che Conte non stia solo facendo crescere l’ego di possibili futuri iscritti a un nuovo partito? Sotto la parola coalizione si stanno facendo le prove per una nuova forza politica? Del resto Conte ha detto chiaramente che non intende uscire di scena e che ci sono tanti modi per fare politica.


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La nota di Giuseppe Conte

In questa fase è ancora più urgente l’esigenza di costruire spazi e percorsi di riflessione che valorizzino il lavoro comune già svolto e contribuiscano ad indirizzare la svolta ecologica e digitale e le riforme di efficientamento della Pa e della giustizia nel segno di una maggiore equità e inclusione sociale”. E maschera tutto sotto la forza della continuità. “Le forze che hanno già proficuamente lavorato insieme devono nutrire la loro visione democratica e solidaristica con proposte concrete e con traiettorie riformatrici ben chiare, in modo da alimentare questo patrimonio comune e da affinare una condivisione di intenti e di obiettivi. È questo il modo migliore per affrontare il voto di fiducia al nuovo governo che si preannuncia già domani in Parlamento”.

Gli esclusi

Come era logico pensare Italia Viva non è stata invitata a far parte di questo intergruppo. Essendo fautrice della crisi che ha fatto lasciare la poltrona a Conte non ci si poteva aspettare nulla di diverso. Che Conte e Renzi non si piacciano è sempre stato palese. Cosi facendo Italia Viva resta quasi da sola sotto l’insegna del riformismo. “Non siamo stati invitati, ma non ci siamo stupiti perché noi siamo riformisti. E’ stata una loro scelta, rispettabile e forse affrettata”, secondo la senatrice renziana Donatella Conzatti. Mentre  Ettore Rosato vede in questa mancata partecipazione una possibilità e un’opportunità che “apre una prateria per chi vuole costruire la casa dei riformisti. Italia Viva c’è e ci sarà. Per il riformismo, contro il populismo”.

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