L’interazione uomo macchina: il futuro è già arrivato

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Nel giro di poco più di mezzo secolo abbiamo assistito ad una rivoluzione totale delle nostre società, lo dimostra il fatto che oggi abitiamo in società ipertecnologizzate in cui viviamo il rapporto con la tecnologia in maniera fortemente naturalizzata. Nell’arco   di qualche decennio siamo passati dalla costruzione di infrastrutture per le reti di telecomunicazione alla guida di veicoli autonomi che attraverso la rete Internet comunicano tra loro, alla dematerializzazione dei documenti cartacei grazie alla nascita del cloud computing e delle blockchain.

Siamo arrivati alla possibilità di poter comunicare con chiunque vogliamo, in qualsiasi parte del mondo si trovi, in qualsiasi momento noi desideriamo e alla possibilità di connettere alla rete non solo oggetti di uso industriale, ma anche oggetti della nostra quotidianità per ottimizzare l’efficienza di termostati, impianti elettrici, e elettrodomestici eccetera.

Tutto è stato reso possibile grazie all’intensificarsi dell’interazione uomo-macchina.

Nel giro di mezzo secolo il computer, la macchina per eccellenza, si è trasformato da elaboratore di calcolo a strumento di comunicazione grazie ad un processo basato sull’elaborazione del concetto di feedback di Weiner.

Dalla sua nascita ad oggi il computer ha subito un’evoluzione che ha determinato la società odierna.

Oggi il panorama tecnologico, anticipato dalla fantascienza narrativa prima e da quella cinematografica poi, non ha più  un orizzonte delimitato, poiché il processo tecnologico è in costante evoluzione, tanto da darci l’idea che la realtà stia superando addirittura la fantascienza.

Ciò che qualche decennio fa ci appariva  surreale attraverso i prodotti cinematografici che, con  film come Minority reporter, hanno introdotto per primo alle masse i possibili scenari futuri della tecnologia, oggi diventa uno scenario concreto.

Modelli di interfaccie alla Minority reporter,dunque, sono ormai superati da obiettivi sempre più ambiziosi dei ricercatori di oggi che puntano addirittura a comunicare con le macchine attraverso il pensiero, brain computer interface, o a comprendere il livello emotivo degli utenti per adattare la comunicazione tra uomo e macchina,adeguandola allo stato emotivo dei soggetti che interagiscono.

La società odierna caratterizzata dal post umanesimo sembra addirittura voler lasciare il passo ad una fase in cui la razza umana mira ad evolversi e in una razza ancora più superiore, il transumanesimo.

L’interazione uomo-macchina sembra non essere più sufficiente e sembra che ci si voglia spingere verso il punto in cui tutto è possibile.

È giusto promuovere la scienza e la tecnologia d’avanguardia, la trascendenza fisica e cognitiva per il miglioramento dell’essere umano? Beh sicuramente questo è un quesito che deve farci riflettere molto poiché la società in cui ci stiamo indirizzando sembra voler diventare una società in cui non ci sono limiti imposti dalla natura da rispettare, poiché attraverso l’eugenetica si mira a creare una razza ancor più evoluta, pertanto ben presto finiremo per chiederci forse “che cosa sono diventato” invece di “chi sono”.

Daniela Di mauro

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