In un’epoca storica in cui tutte le informazioni su ciascun individuo sono inserite all’interno di dispositivi elettronici, i cosiddetti “hacker” sono una minaccia temuta praticamente da tutti. Non importa quanto privato o sensibile sia un dato: se non si adoperano adeguati sistemi di sicurezza, essi riusciranno ad ottenerlo, e se vorranno potranno diffonderlo o peggio usarlo per ricatti, spesso riuscendo anche a mascherare la propria identità con la stessa abilità con cui hanno acquisito dati altrui. Finora, tuttavia, non era praticamente mai successo che un’intera nazione venisse colpita da questo fenomeno: ebbene, la Bulgaria potrà da oggi vantare il primato di unica nazione ad essere stata hackerata quasi completamente!

Attacco hacker a WhatsApp: a rischio i dati 1,5 miliardi di utenti.

Secondo quanto rivelato nelle ultime ore, oltre 5 milioni di cittadini bulgari sono stati infatti colpiti da hacker, i quali hanno reso pubbliche tutte le informazioni personali su cui sono riusciti a mettere le mani. 5 milioni di persone è numero importante, ma mentre per nazioni come Italia o Francia coinciderebbe con una minoranza dei cittadini (ampia, ma pur sempre molto meno del 50%), in un Paese piccolo come la Bulgaria questo numero coincide con più del 71% dell’intera popolazione! In Bulgari, infatti, vivono solo 7 milioni di persone: ciò secondo gli esperti significa che ogni singolo adulto occupato è stato colpito dagli hacker in tale nazione!

La rabbia dei cittadini: i pareri di due bulgari che hanno commentato la vicenda

I file contenenti i dati di quasi tutti i bulgari sono dunque finiti online in questi giorni, individuabili da chiunque sappia come muoversi nel deep web. Fra le persone che hanno denunciato quanto accaduto troviamo anche un noto blogger ed analista politico bulgaro, Asen Genov, che ha pubblicato un post al riguardo dopo aver scoperto quanto accaduto attraverso una ricerca online:

Dovremmo tutti essere molto arrabbiati! le nostre informazioni private sono ora fruibili da parte di chiunque! tantissimi bulgari hanno in mano questi file, e ho ragione di credere che non siano solo bulgari a possederli

A pronunciarsi in merito anche Desislava Krusteva, avvocatessa bulgara esperta in protezione dei dati personali e sicurezza online:

Un simile incidente non dovrebbe mai poter avvenire a livello nazionale. sembra proprio che compiere questo furto di dati non sia stato poi un grossissimo sforzo, e badate bene che ciò riguarda la maggioranza dei cittadini bulgari

L’avvocatessa chiama dunque in causa il governo bulgaro, reo a suo dire di non aver agito in maniera tale da proteggere i suoi cittadini da un simile attacco. Altri pareri di esperti del tema, molti dei quali delle personalità non bulgare, condividono questa tesi ed affermano che tutti i governi del mondo dovrebbero mettere a punto delle leggi e dei sistemi di sicurezza che tutelino quanto più possibile i cittadini dagli hacker. Per concludere con un modo di dire italiano, “i governi dovrebbero smettere di chiudere un occhio su questa tematica”.

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