L’autogol di Kondogbia è il goal più bello della partita, quello di Conte è del post, perché quasi mai accetta di perdere, ben che meno se a batterlo è la squadra che l’ha cercato nel finale della scorsa stagione.

I suoi uomini hanno giocato due partite ravvicinate in pochi giorni, risultando stanchi per quella odierna; una scusa che ha un sapore amaro, perché i suoi uomini sono già pronti per l’inizio della Premier e del Community Shield contro l’Arsenal ( in scena il 6 agosto) e queste gare devono servire proprio a mettere minuti nelle gambe per quelle che verranno.

In ogni caso Spalletti ha riorganizzato i nerazzurri in modo eccellente e i risultati del campo stanno dimostrando che le disposizioni impartite sono recepite e ripagate dalle prestazioni.

Due amichevoli contro Bayer Monaco e Chelsea hanno fruttato quattro reti, un autogol e tanti spunti di riflessione per molti dei giocatori scesi sul terreno di gioco.

In difesa, ad esempio, i due centrali Miranda e Skrianiar, hanno offerto un’ottima copertura dell’area di rigore, imponendosi sulle palle alte, chiudendo benissimo le incursioni avversarie.

Anche D’Ambrosio si è messo in evidenza, dando sempre un’opzione di passaggio in fase offensiva e ripiegando bene sulla corsia di destra.

Tanta sostanza e pochissimi palloni persi, grazie alla giusta concentrazione messa in campo durante queste amichevoli.

Il centrocampo è forse il reparto che ha operato meglio di tutti, catechizzato dal tecnico di Certaldo con linee di gioco semplici, ma efficaci, grazie a un Borja Valero sempre più leader della squadra e uomo di riferimento per dettare i tempi nella fase di possesso.

L’Inter, cambiando anche le coppie di centrocampisti, non ha cambiato di una virgola l’assetto tattico, con un unico obiettivo: puntare la porta velocemente; o per mezzo del palleggio o attraverso verticalizzazioni ricavate dai movimenti dei suoi uomini avanzati.

Perisic, Candreva (anche se piuttosto impreciso) e Jovetic, ogni volta che hanno avuto il tempo di sviluppare l’azione offensiva hanno messo in seria difficoltà il Chelsea: con lanci lunghi al di là della difesa avversaria e, centralmente, con un buon possesso tra i centrocampisti e gli attaccanti.

I goal, nati da un rigore dato per atterramento di Jovetic e da un contropiede finalizzato magistralmente da Perisic, sono la naturale conseguenza del lavoro svolto in queste settimane, in cui l’allenatore ha indicato la strada e i giocatori l’hanno imboccata.

Ora non si può sapere chi di questi rimarrà ad Appiano per contribuire alla causa interista, ma è certo che per portarli via da lì occorreranno denaro e validi motivi, perché il gruppo sta sanandosi e saldandosi.

Forse l’allenatore salentino, alla fine di Maggio, non ci ha creduto fino in fondo; Spalletti, viceversa, l’ha capito eccome e, pur aspettando qualche giorno, ora sta ritirando il premio: la vittoria su Conte, in campo e in panchina.

 

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