Mentre gli altri studiano e ripassano le materie di mercato dell’estate più calorosa degli ultimi decenni, Spalletti lavora a Brunico, in attesa di partire per la Cina, con l’auspicio di migliorare la rosa a disposizione nel più breve tempo possibile.

Un anno fa, di questi tempi, Thohir e Zhang avevano già brindato per l’insediamento di Suning nella maggioranza del club nerazzurro, con la promessa (già allora) che la squadra sarebbe tornata in breve tempo al vertice del calcio mondiale.

Ma poiché nessuno nasce imparato e qualunque obiettivo si ottiene con una programmazione intelligente, i tifosi sperano che alle parole d’allora seguano fatti concreti in termini di risultati.

Dopo un anno disastroso per i dirigenti e le scelte tecniche di allenatore e giocatori, l’Inter non ha più scuse; ecco perché Spalletti, pur legittimato a chiedere qualche valido rinforzo, dovrebbe limitare ogni riferimento alle strategie prospettategli da Sabatini e Ausilio, concentrandosi maggiormente sulle questioni di campo dei suoi nuovi calciatori.

Anche se molti non credono al responso dello scorso campionato, l’Inter riparte dal settimo posto e, come tale, ha l’obbligo di lavorare seriamente in questo precampionato, per tornare a livelli consoni dello status che le compete.

Il lavoro è l’unico strumento che può favorire un cambio di rotta e il campo è l’unico luogo dove esercitarsi per dimostrarlo nei prossimi mesi.

E’ normale che nuovi interpreti potrebbero accelerare questo percorso di crescita, ma Spalletti deve, come mai forse in passato, sporcarsi le mani per riqualificare una rosa di tutto rispetto e un ambiente praticamente depresso.

Le sue capacità possono invertire il trend della beneamata e il suo carisma può convincere i giocatori a scommettere tutto ciò che hanno.

E se proprio i suoi uomini non hanno più scuse, nemmeno lui dovrebbe provare a costruirsele.

Lui ha scelto l’Inter e lui ha l’obbligo di dimostrare quanto vale, perché vincere come ha fatto la Juve in questi anni, o Mancini dal 2006 al 2009, è troppo facile.

Da quest’anno, però, la musica cambierà leggermente e la sua Inter può rappresentare davvero l’occasione migliore per confermare gli elogi ricevuti a Roma, passando, finalmente, da un costante secondo posto ad un primato storico: per lui e quei giocatori.

 

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