Insetti, la gastronomia del futuro

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Insetti a pranzo come insalata ma anche come dessert. Presto sulle nostre tavole grilli all’insalata ma anche locuste croccanti come aperitivo. Siete pronti?

Sono già oltre due milioni le persone al mondo che si cibano di insetti in Asia, Africa e America centrale. Ma le tendenze in fatto di nutrizione anticipano che presto gli insetti diventeranno cibo consueto anche in Europa. E questo grazie alle caratteristiche nutrizionali. E non solo. Perché dal prossimo 1 gennaio si possono mettere in tavola anche in Europa, grazie a un regolamento sul novel food che consente di commercializzare liberamente grilli, cavallette ma anche formiche.

Insetti nel piatto. Una scelta green per l’ambiente e il pianeta. Sembra anche che nutrirsi di insetti sia anche una scelta sostenibile. Sembra infatti che allevare insetti sia molto meno impattante per l’ambiente rispetto agli allevamenti intensivi di bovini e polli che hanno la loro grande responsabilità in fatto di cambiamenti climatici e inquinamento. Inoltre l’incremento demografico richiede la ricerca di nuove fonti alimentari che siano socialmente, economicamente ed ecologicamente sostenibili. E sembra si vada proprio nella direzione degli insetti.

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Un libro sugli insetti a tavola. Degli insetti a tavola ce ne parlano Giulia Maffei e Giulia Tacchini, autrici del libro Un insetto nel piatto (Red! Edizioni) che ci accompagnano con un viaggio antropologico alla scoperta di una pratica che tanto nuova non è. L’uomo primitivo già mangiava gli insetti e nel corso dei secoli ha sperimentato l’utilizzo in cucina ma è per l’uomo europeo che non si può parlare di una dieta insettivora anche a fronte di una disponibilità sicuramente inferiore rispetto ad altri climi e habitat del mondo.

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Sporadici infatti sono gli usi gastronomici europei degli insetti: per noi italiani il casu marzu sardo, il famoso formaggio con i vermi, la cui incredibile morbidezza è proprio dovuta alle larve della mosca casearia. Nonostante il divieto di commercializzazione è inserito nella lista dei PAT, Prodotti Agroalimentari Tradizionali.

E poi ci sono in gioco i fattori culturali per cui la cavalletta è per noi disgustosa mentre il pollo no. O per cui i Cinesi mangiano cani e gatti. Il tabù e il disgusto giocano un ruolo molto importante nel determinare un cibo come appetibile o meno. Vero è che si mangia con tutti e cinque i sensi, altrimenti non avremmo dei cibi disgustosi e dei cibi prelibati. u Charles Darwin nel suo libro  “L’espressione delle emozioni nell’uomo e negli animali” a definire il disgusto come “qualcosa che fa rovesciare il labbro inferiore e alzare leggermente il superiore con una brusca espirazione, la stessa espressione che facciamo quando siamo nauseati”. 

Una vera e propria geografia entomofagica quella compiuta nel prosieguo del loro lavoro le due autrici. Interessante il viaggio tra Africa e America, Asia e Australia alla ricerca dell’insetto come cibo importante per molte popolazioni che nel corso delle loro civiltà hanno anche sperimentato modi di cucinare, pietanze tipiche a base di insetti, oggi considerate tradizioni gastronomiche locali.

“Facciamo ora un breve viaggio tra le tante popolazioni entomofaghe per scoprire alcune prelibatezze di cui noi occidentali probabilmente siamo inconsapevoli. In 113 paesi si mangiano insetti non per combattere la fame ma solo perché sono buoni, gustosi e ricchi di
proprietà benefiche”.

Un libro che ci fa riflettere su quello che presto entrerà nella nostra lista della spesa. Molto approfonditi anche gli aspetti nutrizionali e il confronto con le altre fonti proteiche. Le autrici rispondono alla domanda che sicuramente a tutti è sorta. Quanto sono sicuri gli insetti? Una domanda che sorge legittima e spontanea di fronte ad alimenti nuovi verso i quali non sempre siamo propensi ma piuttosto scettici.

Ma che sapore ha il grillo? Come lo cucino? A cosa abbino la locusta? Insetti solo all’insalata o anche come dessert? Per finire non manca una carrellata gastronomica anche con ricette.

L’insetto nell’immaginario comune è una minaccia, è qualcosa di fastidioso. Invade, infesta, è considerato sporco, infetto, velenoso. Come ci abitueremo a trovarlo nel piatto e nei menu dei ristoranti?

 

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