Insensata e paradossale: l’Italia aumenta l’engagement militare in Kuwait

Insensata e paradossale l’Italia che non dovrebbe avere armi super sofisticate

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Insensata e paradossale

L’Italia, insensata e paradossale rafforza la propria collaborazione politico-militare con il Kuwait. Questo atteggiamento non possiamo comprenderlo fino in fondo se non lo agganciamo ad un panorama geopolitico più ampio. Il punto è: anche se questo quadro lo ampliamo, il concetto di un’Italia insensata e paradossale rimane.

Insensata e paradossale e senza soldi

La domanda a cui si ha timore di dare una risposta è: dove abbiamo preso i soldi per questo nuovo engagement militare? Non dall’Europa spero. L’operazione militare avrebbe un nome “Inherent Resolve”, questa è la dichiarazione di Lorenzo Guerini ministro della difesa. Se togliamo, speriamo, il prestito europeo, potremmo pensare che i soldi arrivino dai due grandi affari militari fatti dall’Italia. Le navi da guerra vendute all’Egitto, e l’ultimo affare fatto con Israele, cioè la vendita di dodici elicotteri militari. Si è possibile, però da Israele abbiamo anche comprato “un numero indeterminato di missili anticarro”, quindi questi soldi per la nuova insensata e paradossale missione militare da dove arrivano?

Insensata e paradossale o un vero sgobbo all’italiana?

Il ministro della difesa Lorenzo Guerini, dopo essere atterrato all’aeroporto di Kuwait City si è recato in visita al Comando del contingente italiano schierato nella base aerea di Ali Al Salem. A riguardo dell’operazione multinazionale “Inherent Resolve” il nostro ministro non è stato avido di parole. “Da anni Italia e Kuwait sono fianco a fianco nel contrasto all’ISIS e per la stabilità regionale. Abbiamo ribadito al governo kuwaitiano la nostra soddisfazione per l’amicizia che ci unisce. L’impegno è quello di rafforzare la cooperazione. Ho inoltre voluto salutare a nome di tutti gli italiani, i nostri militari presenti in Kuwait, uomini e donne che rendono le nostre forze armate protagoniste nella lotta al terrorismo internazionale e fondamentale punto di riferimento per la Coalizione anti-ISIS. Lo sforzo militare italiano si amplierà non solo in numero di unità sul campo, ma anche di tecnologia di ultima generazione”. Tecnologia di ultima generazione? Vorrei ricordare il costo spropositato della tecnologia di ultima generazione, almeno che, tutta questa roba venga da uno scambio.

I soldi da dove arrivano? Se non è questione di soldi allora questa insensata e paradossale operazione come è pagata?

Secondo i dati forniti dal ministero della Difesa sarebbero 300 circa i militari italiani attualmente presenti in Kuwait. Ma in realtà non è così. Dallo scalo aereo di Ali Al Salem, il personale e gli aerei italiani operano anche dalle basi militari di Camp Arifajan e Ahmed Al Jaber. In quest’ultima infrastruttura sono stati trasferiti da qualche settimana quattro caccia del Task Group Devil dell’Aeronautica Militare. Questi aerei hanno preso il posto degli “Eurofighter” del Task Group Typhoon, protagonisti di oltre 700 “sortite di ricognizione aereo tattica” anti-ISIS. Ne vogliamo parlare? Si tratta di migliaia di soldati italiani e aerei super tattici impegnati un una guerra che non esiste più. L’ISIS è ormai un ricordo, mentre vorrei ricordare, che il Kuwait a qualche problemino con l’Iran, e a gestirlo non sono più gli americani.

l’Italia che non dovrebbe avere armi super sofisticate

“Le missioni sono svolte esclusivamente sul territorio iracheno e prevedono la ricognizione fotografica di obiettivi assegnati dalla Coalizione. I contributi raccolti vengono inviati, in tempo reale, alle stazioni di terra per essere analizzati da cellule intelligence specializzate”. Vorrei ricordare che le fotografie aeree si fanno con i ricognitori e non con i Tornado Interdiction Strike, A-200C forniti di missili aria-superficie AGM-88 HARM. In questi ultimi mesi l’Aeronautica italiana ha anche rafforzato l’attività di addestramento dei militari kuwaitiani. In particolare presso il 4° Stormo di Grosseto si svolgono corsi operativi per missioni di volo sui caccia “Eurofighter”, destinati a cinque piloti della Kuwait Air Force. Gli avieri dell’emirato hanno anche effettuato un lungo periodo di formazione a Loreto, presso il Centro di Formazione Aviation English, e a Galatina, presso l’International Flight Training School del 61° Stormo.

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