Insalata: la coltivazione indoor per averla tutto l’anno

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Nelle diete, drastiche o meno, l’insalata è la verdura regina che non può assolutamente mancare. Mangiata scondita, mista o cucinata in ricette originali è qualcosa di cui non possiamo fare a meno durante tutto l’anno. Ma come è possibile avere questa verdura sempre presente sulle nostre tavole tutto l’anno sfidando le stagioni e il suo naturale ciclo di crescita? Inoltre, possiamo considerare le insalate pronte nei supermercati come “fresche e salutari?”

Da quando è in circolazione l’insalata?

Non c’è un inventore dell’insalata perché l’abitudine di condire verdure e erbe crude con il sale, l’olio e l’aceto, o il limone, è presente nell’alimentazione fin dall’antichità in molte tradizioni gastronomiche: dagli Arabi ai Turchi, dai Persiani ai Greci. Tuttavia, se hai la possibilità di mangiare insalata tutto l’anno il merito va sicuramente alla coltivazione indoor. Uno dei più grandi esempi di questo tipo di coltivazione è rappresentato dalla cittadina di Baddock in Pennsylvania dove nonostante la qualità dell’aria sia tra le peggiori della nazione piante di disparati tipi di verdure vengono coltivati tutto l’anno

Come è strutturata la coltivazione indoor a Baddock?

Le piazzole interne sono inondate di luce fucsia e solleticate da una brezza artificiale, calibrata con precisione da centinaia di ventilatori che ronzano a intermittenza. Un algoritmo continuamente perfezionato che guida il robot determina l’innaffiatura e disperde le goccioline accuratamente. Nel frattempo chi supervisiona quell’algoritmo siede in una stanza a diversi stati di distanza nel Michigan. All’interno di questo “laboratorio magico” vengono coltivati spinaci giovani, rucola giovanile, cavoli prepuberi e altre verdure diventate la base standard di qualsiasi insalata

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Ma quanto è realmente sana l’insalata confezionata negli scaffali al supermercato?

Un interrogativo che sicuramente ha spesso vagato nelle menti di tanti è come sia possibile considerare l’insalata che troviamo confezionata sotto vuoto in un supermercato come “sana” e “biologica”. Ovviamente la “freschezza” dell’insalata preconfezionata è discutibile. Infatti per mantenere l’aspetto delle verdure sugli scaffali dei negozi, queste sono confezionate insieme a una miscela di gas (il famoso “ambiente modificato”) che può prevenirle dall’avvizzimento per una settimana o più. Tuttavia l’insalata rimane un articolo molto richiesto. In particolare i mix preconfezionati carichi di verdure che richiedono prezzi più alti in cambio di convenienza. Francesco Di Gioia, professore nel dipartimento di scienze vegetali della Penn State University spiega come da tempo sia chiara l’esigenza del consumatore di qualcosa di pronto, veloce da mangiare e sano.