Inquinamento in calo in Cina: conseguenza dell’emergenza coronavirus

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Coronavirus: riduzione inquinamento in Cina.

Il coronavirus sta generando preoccupazione in tutto il mondo, da dove giungono costantemente notizie di nuovi contagi e, purtroppo, di decessi. In realtà, pare che l’epidemia di queste settimane abbia avuto un inatteso risvolto positivo in Cina, come ha rivelato di recente la NASA. L’agenzia spaziale americana ha diffuso delle immagini che dimostrando di un inquinamento in calo proprio nel Paese asiatico, dove negli ultimi tempi si è registrata una netta riduzione di biossido di azoto nell’atmosfera.

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Le foto diffuse di recente mostrano chiaramente un cambiamento della colorazione nei cieli cinesi che, da gennaio 2019 a febbraio 2020, sono andati incontro ad una netta riduzione del colore giallo (simbolo di inquinamento) e ad un’avanzata dell’azzurro (indice di aria pulita). Gli scienziati ritengono che quest’inattesa novità sia una conseguenza dello stallo economico-produttivo che, in seguito all’allerta coronavirus, si è verificato a Pechino e dintorni.

Inquinamento in Cina: le mappe della NASA.

Infatti, bisogna ricordare che, a causa dell’incremento dei contagi e del numero delle vittime provocate dal SARS-CoV-2, le istituzioni cinesi hanno deciso di bloccare l’attività delle industrie e delle fabbriche per provare a limitare la portata della malattia. Gli ultimi bilanci riportano di circa 80mila persone infette e ben 2.835 pazienti deceduti. E si teme che nei prossimi giorni questi numeri possano ulteriormente essere rivisti verso l’alto.

Inquinamento in calo in Cina: stop alle fabbriche e alle auto

Analizzando le mappe che hanno segnalato l’inquinamento in calo nei cieli del territorio cinese, gli esperti della NASA sono giunti ad un’ulteriore conclusione. Stando alle loro ricerche, questo miglioramento della qualità dell’aria non sarebbe legato soltanto alla chiusura delle industrie in seguito all’allerta coronavirus. Avrebbe influito anche la riduzione della circolazione dei mezzi di trasporto che si è verificata nel momento in cui, a partire da Wuhan, milioni di cittadini sono stati posti in isolamento e quarantena.

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Sull’argomento è intervenuta Fei Liu, ricercatrice presso il Goddard Space Flight Center dell’Agenzia spaziale statunitense che studia proprio i livelli della qualità dell’atmosfera in tutto il mondo. La studiosa ha affermato che questa è la prima volta in cui ha potuto riscontrare dei livelli così alti e significativi di miglioramento dell’inquinamento.

In realtà, già durante la crisi economico-finanziaria del 2008 si era verificato un fenomeno analogo, con la quantità di biossido di azoto che si era notevolmente abbassata. Nonostante ciò, allora la diminuzione era stata più contenuta e graduale, mentre quella che è emersa di recente è molto più repentina e sta avendo maggiori conseguenze sulla salubrità dell’atmosfera nei cieli della Cina.

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