Inquinamento da microplastiche: l’Australia si unisce alla lotta

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Ormai lo sappiamo bene: l’inquinamento da microplastiche è un problema serio ed urgente. Per questo l’Australia si è unita ad altri 170 Paesi per contrastarlo.

Come contrastare l’inquinamento da microplastiche?

Insieme agli altri Paesi, l’Australia richiede la formazione di un Comitato di Negoziazione Internazionale (INC), che possa creare uno strumento vincolante a livello legale sull’inquinamento da plastica entro il 2024. Del resto i dati parlano chiaro: nella sola Australia ogni anno si sversano 130.000 tonnellate di plastica negli ambienti marini. Della plastica smaltita, invece, la maggior parte finisce in discarica: solo il 13% viene riciclato.


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Esposizione alla plastica sin da neonati

All’inizio di ottobre i ricercatori hanno pubblicato uno studio in merito, rilevando che nella specie umana l’esposizione alle microplastiche comincia già da neonati. Su 34 madri che allattano al seno, infatti, i campioni di latte di 26 di esse presentano tracce di plastica. Alla fine di novembre si terranno i negoziati per la creazione dell’INC: a questo scopo è nata la High Ambition Coalition to End Plastic Pollution, che mira a raccogliere sostegno con tre obiettivi principali. Il primo è limitare il consumo e la produzione di plastica a livelli sostenibili; il secondo agevolare un’economia circolare, che possa proteggere sia l’ambiente che l’uomo; il terzo arrivare a gestire la plastica in modo più ecologico, oltre al riciclo della stessa.

Una coalizione eterogenea

Fino a questo momento, sono 29 i Paesi membri ad aderire alla Coalizione: tra questi i fondatori, Ruanda e Norvegia, più altri luoghi piccoli e grandi. Una eco eterogenea, che dimostra quanto il tema stia a cuore a molti. I prossimi traguardi dell’INC sono ancora negoziazioni, questa volta per mettere fine all’inquinamento da plastica e allo stesso tempo creare dei meccanismi per diventare, come dicevamo poco sopra, giuridicamente vincolante.

I gesti concreti dell’Australia

Già nel 2021 l’Australia aveva formato, insieme alla Nuova Zelanda e ad altre nazioni insulari del Pacifico, il gruppo ANZPAC Plastic Pact Oceania. Si tratta di una rete di imprese, ONG e partner governativi che si concentrano sulla riduzione dell’inquinamento da plastica, oltre che sulla realizzazione di sempre più materiali riciclabili. Ma c’è molto altro, come è possibile leggere sul sito Planet Ark.

Le altre iniziative

La prima è la Settimana Nazionale del Riciclaggio, dal 7 al 13 novembre, atta a sensibilizzare i consumatori sull’importanza del riciclaggio. Più in generale, ogni territorio ed ogni stato ha divulgato un divieto nazionale su alcuni tipi di plastiche monouso. Le imprese del NSW potranno ottenere un finanziamento dal governo, se dimostreranno di adottare un approccio innovativo sul tema. C’è poi il Piano Nazionale per la Plastica 2021: entro il dicembre di quest’anno il polistirene sfuso e gli imballaggi stampati per i consumatori e nella ristorazione andranno gradualmente a scomparire. Ultimo, ma non ultimo, entro il 2023 l’80% dei prodotti nei supermercati dovrà esporre l’Australasian Recycling Label: questo fornirà istruzioni su come smaltire in modo appropriato gli imballaggi, di plastica ma non solo.