Iniziare una nuova attività in Calabria: i vini Menat

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vini Menat

Cristina Rombolà e Roberta Abate sul mensile Vice hanno raccontato l’esperienza di due giovani del nord Italia che hanno deciso di aprire un’attività di produzione vinicola in un paesino sperduto della Calabria. La loro decisione non è stata quella di fuggire da una delusione amorosa, come le food writers inizialmente avevano ipotizzato, ma di produrre un vino secondo il metodo georgiano e senza aggiunte di ulteriori sostanze: i vini Menat. Il termine menat è ripreso dall’albanese, che significa domani. La prospettiva positiva è insita quindi in questa nuova attività di produzione di vini.

Cosa caratterizza i vini Menat?

La produzione vinicola dei vini Menat non segue un percorso convenzionale sia per l’utilizzo che viene fatto di speciali anfore dove è riposto il vino, tipico della tradizione georgiana che del non utilizzo di sostanze additive. I produttori credono che il vino possa definirsi tale solo se fatto con uva fermentata. Loro però non amano definirlo biologico, perché questo richiederebbe comunque delle manipolazioni del mosto tramite lieviti selezionati o chiarificazioni. L’anfora per eccellenza utilizzata è il kwevri, ideale per le fermentazioni spontanee, senza solforosa, spiega uno dei giovani alle scrittrici. E ancora sulla solforosa tende a precisare che ingabbia il vino, la metti solo per paura, non perché ne hai veramente bisogno.

L’idea della produzione dei vini Menat

Due giovani ragazzi del nord Italia, Nicola cremasco e Michele milanese, hanno deciso di dare una svolta alla loro vita trasferendosi in Calabria e di iniziare a produrre vini. Il paesino in questione è San Nicola dell’Alto, sopra Cirò, paese d’origine della famiglia paterna di Michele. I vitigni utilizzati sono proprio quelli appartenenti al nonno del giovane e coprono 1,4 ettari. La cosa bella è che spesso si sente dire come molti giovani lasciano i paesi del sud Italia per iniziare una nuova vita al nord. Questo però è un esempio al contrario e ben riuscito di come a volte sia solo questione di sfatare un mito o un cliché.

Le diverse tipologie di vini

Due tipologie di vini tipici calabresi sono il Gaglioppo, utilizzata ad esempio per la produzione del Cirò, e il Greco Bianco. Michele e Nicola hanno creato da queste basi nuove tipologie di vini: il Dios es Color, un rosato cerasuolo intenso, fatto con 100% Gaglioppo proveniente da tre vigne diverse, il Greko fatto con Greco 70%, Trebbiano e altre uve autoctone a bacca bianca 30% e il Tathagata del vitigno Gaglioppo, usato in purezza e proveniente dalle vigne in prossimità del mare, nel comune di Cirò Marina.

Il Ji Jian con uve Gaglioppo in purezza, proveniente da vigne vinificate in bianco, è un rosato e incarna lo stile dell’azienda che tende ad alleggerire il Gaglioppo per esaltare l’aspetto floreale e fruttato. Caratteristica del Gaglioppo è la forte estrazione tannica quindi i due giovani produttori tendono a trattarlo con cura ma amano renderlo più leggero e vivace. Il tannico è il gusto astringente e forte che si prova quando si fa un sorso. I vini Menat sono una scoperta per il buon degustatore!


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