lunedì, Luglio 22, 2024

Inizia l’era del protezionismo di Trump.

Donald Trump lancia la sua nuova sfida all’Europa. Una guerra non certo pulita che si chiama protezionismo. L’aggressività che l’amministrazione Usa vorrebbe riservare ai partner commerciali rischia di non essere più solo una minaccia da campagna elettorale.

Secondo il Wall Street Journal, che per primo ne dà l’annuncio, Washington sta infatti valutando la possibilità di imporre dazi punitivi del 100% su novanta prodotti europei. Tra i possibili bersagli alcuni fiori all’occhiello del made in Italy come gli scooter Vespa (Piaggio), l’acqua minerale San Pellegrino (di proprietà della Nestlè). Potrebbero essere colpiti anche la francese Perrier (anch’essa controllata da Nestle’), il Roquefort con altri formaggi francesi, il foie gras, e le moto leggere di fabbricazione europea come le svedesi Husqvarna e le austriache Ktm.

Dopo le minacce alla Cina – accusata di presunte violazioni dei trattati commerciali – al Messico – ai cui prodotti Trump vorrebbe imporre dazi pari al 20% – e dopo aver “congelato” il TTP ( Trattato di libero scambio dei Paesi che si affacciano nell’area Asia-Pacifico), il discusso Presidente statunitense sferra l’attacco contro il vecchio continente.
Alla base dei dazi punitivi, a quanto riferisce il Wall Street Journal in una puntuale ricostruzione, ci sarebbe il divieto europeo all’importazione di carne di manzo americana trattata con ormoni.

Nel 2008 l’Organizzazione mondiale del commercio (Wto) dichiarò l’illegalità del divieto europeo, sostenendo le ragioni americane. Nel 2009 Stati Uniti e Unione europea raggiunsero un compromesso: nei supermercati Ue sarebbe stata ammessa carne di manzo proveniente da allevamenti che non somministrano ormoni. Nonostante l’accordo, Washington negli ultimi anni ha accusato Bruxelles di non rispettarlo. I dati sulle esportazioni di manzo americano verso il mercato europeo si attestano su percentuali molto basse. L’Europa assorbe meno della metà di quanto facciano Canada e Messico e meno di un quarto di quel che compra il “protezionistico” Giappone.

Nel 2015 il Congresso americano ha approvato una nuova legge che rende più facile il ricorso a dazi punitivi come strumento di rappresaglia nelle dispute commerciali. Il Wto autorizza gli Stati Uniti a imporli, ma solo su importazioni del valore di 100 milioni di dollari. Questo spiega perché potrebbero essere colpiti principalmente prodotti che, come Vespa e San Pellegrino, appartengono a una clientela ristretta, quasi “di nicchia”.

Le reazioni non si sono fatte attendere. Luca Colombo, country manager di Facebook Italia, commenta così la possibile stretta sui prodotti europei: ”Il protezionismo per noi è un mezzo disastro, sta nella missione di Facebook di rendere il mondo aperto e connesso, per tanti attori di questo settore e tante piattaforme digitali è un controsenso”. Per il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni invece “la qualità non ha frontiere: dazi, protezionismi, chiusure non possono essere barriere che mettono un freno, un muro alla qualità. La qualità è crescita e benessere per tutti”.

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