Infrarossi: alcuni serpenti riescono a vederli

Una particolare categoria di serpenti, alla quale appartengono anche i serpenti a sonagli, riescono a "vedere" gli infrarossi.

0
264
infrarossi

Sapevate che alcuni animali vedono gli infrarossi? In particolare una sottofamiglia delle vipere, i crotalini, ha sviluppato questo meccanismo di percezione per cacciare prede a sangue caldo anche nel buio più totale.

Gli infrarossi, infatti, sono le radiazioni elettromagnetiche prodotte dal calore di un corpo.

I crotalini sono serpenti velenosi che vivono in America e Asia. Possiedono delle fossette tra l’occhio e la narice che gli permettono di percepire il calore emanato dalle loro prede (in particolar modo piccoli mammiferi).

infrarossi
Serpente a sonagli: in questa foto sono ben visibili le fossette che percepiscono il calore

Questi organi di percezione sono abbastanza precisi da individuare le più piccole variazioni di temperatura nell’ambiente circostante. Una volta captata la presenza di una preda, permettono loro perfino di individuare dimensioni e distanza della fonte di calore.

La percezione quasi tridimensionale del calore e il potente veleno emotossico forniscono a questo predatore armi eccezionali durante la caccia.

Leggi anche:

Anche i “vampiri” vedono gli infrarossi

La termoricezione, però, non è ad appannaggio esclusivo di questi serpenti.

Anche il pipistrello vampiro (Desmodus rotundus) ha dei ricettori infrarossi sul naso che gli permettono di individuare esclusivamente prede omeoterme (a sangue caldo). Una volta trovate vi si posa sopra, incide la pelle con i denti e ne succhia il sangue.

Altri meccanismi di percezione

Oltre alla visione ad infrarossi, nel regno animale, esistono anche altri meccanismi di percezione.

Delfini, balene e pipistrelli usano l’ecolocalizzazione, o biosonar, per individuare le prede in condizioni di buio o scarsa visibilità. Gli animali che la usano producono suoni nell’ambiente e ascoltano gli echi che “rimbalzano” su oggetti o animali colpiti.

In questo modo, in base ai tempi di ritorno e alle direzioni da cui provengono gli echi riescono ad avere una mappa completa di ciò che li circonda.

Altri riescono perfino a percepire i campi elettromagnetici prodotti dagli organismi di cui si nutrono (come ad esempio fanno squali e razze). Questo gli è possibile grazie a speciali organi di senso chiamati ampolle di lorenzini che, oltre a localizzare le prede, sono loro utili anche per l’orientamento tramite la percezione del campo magnetico terrestre.

Commenti