Influenza suina H1N1: il 10 agosto 2010 l’OMS annuncia la fine della pandemia

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Il 10 agosto 2010 l'OMS dichiara la fine della pandemia di influenza suina.

Il 10 agosto 2010 il mondo ha potuto tirare un sospiro di sollievo quando l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha annunciato il superamento della fase 6 di allerta relativa all’influenza suina H1N1, parlando quindi di periodo post-pandemia. Le dichiarazioni sono arrivate dalla direttrice generale Margaret Chan e sicuramente hanno contribuito non solo a tranquillizzare l’opinione pubblica globale, ma anche a spegnere le polemiche causate da quello che era sembrato un eccessivo allarmismo nei confronti di una malattia che era stata presentata quasi come una calamità naturale, e che invece poi era stata ribattezzata come una «pandemia fortunata».

La notizia è stata divulgata nel corso di una conferenza stampa organizzata dopo un meeting tenutosi tra i vertici dell’OMS ed esperti scienziati di fama internazionale. La direttrice Chan, dopo essersi detta «stanca e felice» per l’esito dell’incontro, ha chiarito che il virus non è scomparso del tutto, ma che si sta comportando ormai come una sorta di influenza stagionale. Di conseguenza, ha raccomandato di non abbassare la guardia e ha invitato la popolazione mondiale a sottoporsi alle vaccinazioni.

OMS: il 10 agosto 2010 arriva l’annuncio del superamento della pandemia di H1N1.

L’influenza suina era comparsa per la prima volta nel giugno del 2009 in Messico, e da quel momento aveva provocato 18.398 vittime, andando a contagiare i cittadini di 214 Paesi del pianeta. Gli studiosi avevano affermato che si trattava di un virus particolarmente pericoloso, paragonandolo per letalità alle pandemie del 1957 e 1968. In realtà – per fortuna – quando dopo un anno l’OMS ha annunciato la fine della fase più acuta, ci si è resi conto che la sua portata era stata meno tragica del previsto, restando come tasso di mortalità ben lontano dai virus influenzali che possono arrivare anche a causare la morte di 500mila pazienti in 12 mesi soprattutto fra gli anziani.

La fine della pandemia di influenza suina e le proteste del Codacons

Margaret Chan il 10 agosto 2010 ha spiegato che l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha abbassato lo stato d’allerta di ben due livelli, e ciò è stato possibile in seguito alla consultazione dei dati provenienti dagli Stati colpiti dal virus H1N1. Inoltre si è preferito attendere qualche giorno in più perché ormai nell’emisfero sud del pianeta ci si avviava verso la stagione invernale e si volevano valutare eventuali differenze rispetto all’influenza stagionale. La direttrice generale dell’OMS ha comunque ribadito più volte che la malattia non è scomparsa del tutto, essendo ancora circolante in particolare nell’emisfero meridionale e nei Paesi tropicali dove di solito l’influenza non segue il ciclo delle stagioni ma quello dei monsoni.

L’influenza suina ha provocato quasi 19mila vittime in tutto il mondo.

Gli scienziati dell’ente hanno evidenziato che dove si sono riscontrati ancora casi di influenza suina, questa non è andata a rimpiazzare quella stagionale, ma si è avuto un cosiddetto «mix virale» che è piuttosto tipico di questi virus. Hanno quindi ribadito che, anche se i casi di contagio continueranno a diminuire, devono continuare a prestare particolare attenzione le categorie maggiormente a rischio, ossia le donne incinte e i giovani.

La pandemia finisce quando lo decidiamo noi

L’annuncio dell’OMS del 10 agosto 2010 relativo alla fine della pandemia di influenza suina ha suscitato le proteste del Codacons. L’associazione dei consumatori all’epoca dei fatti si è detta pronta a denunciare per «procurato allarme» tutti coloro che, tra medici, politici o presunti studiosi, hanno fatto credere che stesse per verificarsi una catastrofe globale, facendo così «un lauto regalo alle case farmaceutiche». Subito dopo ha puntato il dito contro l’Organizzazione Mondiale della Sanità che si sarebbe resa responsabile di diffondere la paura in tutto il mondo parlando di un’influenza «che sembrava dover fare una strage di esseri umani», salvo poi comunicare con un certo ritardo che la pandemia da H1N1 poteva dichiararsi conclusa e superata.

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