Influencer? Il lavoro più vecchio del mondo

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Nonostante il termine Influencer sia nato da pochi anni, risalendo al 2017 circa, gli influencer sono sempre esistiti, tanto da essere ”il lavoro più vecchio del mondo”.

Ma partiamo dalle origini svelando la vera natura di questi fantomatici soggetti.

Chi sono gli Influencer?

Un influencer non sa di esserlo finché non gli viene comunicato dagli altri. Influencer infatti non si nasce, ma si diventa. In origine non sono soggetti popolari o con poteri soprannaturali, bensì persone del tutto comuni. Oggigiorno essere influencer equivale ad avere un lavoro ben redditizio, pagando però un caro prezzo: la propria privacy. L’influencer per eccellenza è colui il quale mette a nudo la propria vita, coinvolgendo molto spesso anche tutti gli altri componenti della sua famiglia e cerchia di amici. Registrano infatti video e svolgono dirette che pubblicano poi direttamente sui social network, partendo dalla colazione e finendo alla buona notte.

Cosa spinge noi non-influencer a diventare loro follower?

Ecco una bella domanda. Partiamo dal fatto che se loro esistono e fanno ciò che fanno è grazie soprattutto al nostro contributo: siamo il loro pubblico e la loro fonte maggiore di guadagno, perché permettiamo lo sviluppo del lavoro mediante visualizzazioni. Oltre a ciò, un influencer, essendo proprio questo ciò che fa, ovvero è colui o colei che influenza altre persone e le spinge indirettamente, o a volte anche direttamente, a comprare determinati prodotti, a vestirsi in un certo modo e a frequentare certi posti, è considerato un lavoro ben pagato e più anche il più ricercato. Aziende di brand e marche non ricorrono più alle pubblicità tramite Televisione, ma incaricano gli influencer che tramite i social network riescono a condizionare chi li segue, tramite post acchiappa like.

Il motivo per il quale veniamo da loro orientati e che nutriamo, in un certo qual mondo, una voglia costante di scorgere ogni loro sfumatura quotidiana, non si sa per certo. Anche il miglior riservato diventa automaticamente un ficcanaso. I social influiscono molto, con le notifiche e i pallini colorati attorno agli account che ti avvisano di collegarti e stare ore e ore a visionare l’accadimento. Ma tutto il resto del lavoro lo fanno loro, che appaiono perfetti ai nostri occhi e che ci fanno desiderare di essere come loro.

Noi comuni mortali d’altronde, non abbiamo una gran vita. Non siamo eterni, non siamo ricchi, le bollette non si pagano da sole, i figli non li crescono le tate, e se non si va a lavoro non si porta il pane a casa. Siamo pieni di preoccupazioni, di stress, ci sentiamo molto spesso schiacciati dal mondo e dalla nostra stessa esistenza. Ed è proprio in quei momenti più bui in cui siamo più vulnerabili che apriamo i social network con lo scopo di rilassarci, mentre loro ci entrano nel cervello mettendo radici e insidiando così il nostro tempo anche in futuro.

Veniamo spinti dai nostri impulsi tramite messaggi subliminali: termine mutuato dal linguaggio della pubblicità che in psicologia si riferisce ad un’informazione che il cervello di una persona assimilerebbe a livello inconscio, facendo aumentare effettivamente i consumi dei prodotti in questione.

L’influencer più famosa al mondo, considerata anche la madre dello stesso termine è indiscutibilmente Chiara Ferragni, ma non è la sola. Si può infatti dire che con il suo aiuto milioni di persone adesso hanno un’occupazione e milioni di altre persone invece hanno un modo per ammazzare il tempo. Nascendo l’influencer è nato automaticamente anche il follower, colui o colei che segue, appunto, senza considerarsi cosa illegale.

Come si diventa influencer?

Vi ricordate 20 anni fa chi erano le influencer?

Vi do un piccolo aiuto: quella ragazzina che vestiva sempre alla moda con la cintura di Hello Kitty, con il diario scolastico più bello, con gli adesivi e i tatuaggi lavabili di tendenza e le scarpe ultimo grido di Lelly Kelly. Oggi probabilmente quella ragazzina che tanto vi dava rogna, è finita a fare l’avvocato, l’insegnante, la collaboratrice scolastica, la pittrice, o la cantante… quando aveva per le mani un potenziale da influencer e un lavoro d’oro.

Quella ragazzina non sapeva di esserlo, ma per noi era un punto di riferimento. L’ammiravamo e l’odiavamo allo stesso tempo, volevamo essere come lei, ma per un motivo o per un altro manco ci riuscivamo.

Oggi non siamo più quei ragazzini, ma tendiamo ancora ad improntarci un modello da seguire.

Requisiti

  • Avere follower a più di quattro zeri.
  • Ricevere campioni di prodotti gratuitamente dalle aziende.
  • Pubblicizzare quei prodotti facendo i video e dicendo di adorarli anche se vi fanno schifo.
  • Asserire di comprare quest’ultimi a tutti i costi perché così facendo diventerete pazzeschi (come loro).
  • Fare Swim Up con link diretti al sito dell’azienda.
  • Mettere frasi chiave ai video in modo tale che, anche se si sta guardando il video per perdere tempo seduti sul water e con il muto, si viene attirati dalle scritte e automaticamente si mette l’audio.
  • Dare buongiorno e buonanotte in modo del tutto originale, esempio: ”buongiornissimooo, caffé?!?!” Con una voglia di vivere alle 7:00 del mattino che ti altera il sistema nervoso, ma che allo stesso tempo ti fa sentire uno zerbino per non avere la stessa energia.
  • Lanciare un motto che i follower ripeteranno e tramanderanno.
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