Inflazione record Usa: e in Europa cosa succede?

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Inflazione record Usa

L’infiammata dell’inflazione record in Usa al +7,5% fa tremare le borse europee viste al ribasso. Mentre Wall Street chiude in calo con l’1,81%. Su base mensile, negli States, l’indice dei prezzi al consumo è salito al ritmo dello 0,6%, così come a dicembre, più del +0,5% stimato. Una spirale inflazionistica che preoccupa le previsioni di crescita economica globale.

Inflazione record Usa: e in Europa?

L’inflazione è un tema che è ritornato prepotentemente d’attualità nel 2022. Con il livello generale dei prezzi che è salito vertiginosamente. Negli USA. Ma anche nell’Eurozona. Stime di Bruxelles prevedono un rialzo nel 2022 al +3,9%. Per l’Italia l’inflazione dopo l’1,9% del 2021 è attesa sopra il livello dell’eurozona al 3,8% nel 2022. Per poi scendere all’1,6% nel 2023. Rincari abnormi e continui stanno mettendo a repentaglio la fragile ripresa. E il conto lo paga la classe media e medio-bassa. Dai piccoli risparmiatori ai titolari di redditi fissi: salari, stipendi e pensioni. Poichè diminuisce il potere di acquisto della moneta.

Politiche monetarie

L’aumento dei tassi reali sul Treasury decennale USA arrivati al 2% circa è considerato la prova provata che le Banche Centrali avranno difficoltà a mantenere fermi quelli di riferimento. E l’accelerazione dell’inflazione sulla ripresa economica sta portando le banche centrali globali a correggere la propria politica monetaria prima del previsto. Con un aumento dei tassi di interesse. Il che determina un rallentamento dell’economia e qualche problema nel mercato finanziario. Ormai è dimostrato che l’inflazione non è legata solo alla quantità di moneta in circolazione ma anche alla rapidità della circolazione del danaro nell’acquisto di beni e servizi. Tuttavia con la diseguaglianza sociale arrivata a livelli mai visti a causa di una concentrazione della ricchezza senza precedenti, e le retribuzioni e le pensioni in termini reali sono di fatto ferme o in diminuzione da decenni, nonchè una disoccupazione spinta dalla pandemia, difficilmente si riceveranno risposte adeguate per una robusta ripresa. 


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