Inflazione in area Ocse schizza al 7,2%: spettro stagflazione

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Inflazione in area Ocse

Da mesi sentiamo, ripetere come un mantra, nei telegiornali, dell’infiammata dell’inflazione, che in area Ocse schizza al 7,2%. Di Pil, di destagionalizzazione, di stime di calo. E di stagflazione. Ma queste espressioni cosa significano veramente?

Inflazione in area Ocse: cosa si delinea?

Dopo i danni della pandemia, che ha sconvolto le nostre vite, tutt’oggi continua a sconvolgerle il conflitto in Ucraina. Che avrà ripercussioni sull’economia italiana. Da un lato cresce la possibilità di un ulteriore aumento dell’inflazione e, dall’altro, si intensifica la prospettiva di una crescita più bassa. In pratica si delinea lo spettro del rischio di stagflazione. Non sarà probabilmente forte e duratura come negli anni Settanta, ma l’economia mondiale potrebbe rallentare. E l’inflazione durare più a lungo del previsto. Il grande rischio, difficile da stimare, è legato alle possibili ripercussioni del conflitto tra Russia e Ucraina. Che ha dato il via alla nuova fiammata del petrolio. Le quotazioni energetiche sono, inoltre, sommerse da uno tsunami di carta finanziaria. Che modificano la realtà. Anche se, i problemi strutturali restano. Con un impatto significativo sulla crescita.


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Carovita

Intanto il carovita, non dà tregua. I prezzi di beni e servizi hanno subito una costante crescita negli ultimi anni. Con effetti sociali inestimabili. Facendo scivolare sotto la soglia della povertà relativa poco meno di un italiano su quattro. E al di sotto della povertà assoluta all’incirca un italiano su sei. I dati dell’OCSE, segnalano un’impennata nella zona Euro del 7.2%. Ai massimi dal 1991. L’inflazione sconta l’aumento dei prezzi delle materie prime, dell’energia. E si propagano in particolare ai beni alimentari. Secondo quanto comunicato dall’Istat, in base alle stime, a febbraio 2022 l’indice nazionale dei prezzi al consumo per l’intera collettività (NIC), al lordo dei tabacchi, registra un aumento dello 0,9% su base mensile. E del 5,7% su base annua. Dati, che, anche se ai più appaiono noiosi, è fondamentale conoscerli. Per capire come uscire da questa situazione infernale nel miglior modo possibile. In quanto l‘aumento cospicuo, dei prezzi rischia di erodere il potere di acquisto dei consumatori. E di compromette seriamente gli sforzi che il nostro sistema imprenditoriale sta mettendo in atto per uscire da una crisi pesantissima.

Che cos’è la stagflazione?

La stagflazione è uno scenario dove a un aumento della disoccupazione e dell’inflazione si associa una bassa crescita dei salari. Cioè aumenti veritiginosi dei prezzi, non seguiti da adeguamenti salariali. Le cause della stagflazione sono generalmente attribuite a due ordini di problemi. Ai vincoli o shock all’offerta, quali un aumento del prezzo dell’energia, che fanno salire l’inflazione e rendono meno profittevoli numerose produzioni. Nonchè alle politiche monetarie e fiscali eccessivamente espansive. Che aumentano la domanda e facilitano la crescita dei prezzi.