India paese da due volti…. Perché investire

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Villagers remove petioles of red chili at Shertha village, about 20 kilometers (12.5 miles) north of Ahmadabad, India, Wednesday, Feb. 3, 2010. Villagers earn rupees 7 (US$ 0.14) for twenty kilograms (44 pounds) of red chili sorted out by breaking their petioles. (AP Photo/Ajit Solanki)

 In India almeno un terzo dell’intera popolazione indiana vive al di sotto della soglia minima di povertà; secondo alcune stime effettuate dalla Banca Mondiale , l’India ha 456 milioni di persone (più del 40% del totale) che continua a vivere al di sotto della quota minima di sopravvivenza stabilita in 1,25 dollari al giorno, con il 33% di tutti i poveri del pianeta che risiedono all’interno del paese. Complessivamente quasi il 75% della popolazione vive con meno di 2 dollari al giorno, rispetto alla media del 72,2% dell’intera Africa subsahariana

Anche se le classi sociali più elevate hanno guadagnato in tenore di vita dei recenti sviluppi economici positivi, l’India soffre di una sostanziale e generalizzata condizione di povertà; la distribuzione della ricchezza è piuttosto irregolare, col 10% delle persone che guadagnano il 33% dell’intero reddito nazionale, un quarto della popolazione guadagna meno di 40 centesimi di dollaro al giorno.

La mancanza di servizi igienici adeguati è una delle più grandi preoccupazioni sanitarie del paese; le statistiche indicano  che solamente il 31% della popolazione indiana è in grado di utilizzare strutture sanitarie adeguate. Le persone che non hanno accesso a strutture sanitarie adeguate si ritrovano costrette a defecare in pubblico o nei corsi d’acqua, ed un grammo di feci può potenzialmente contenere 10 milioni di virus, 1 milione di batteri, 1000 cisti parassitarie e 100 uova di vermi Il fiume Gange porta più d un milione di litri di liquami fognari in dismissione al minuto.

Mi ha lasciata interdetta guardare i bambini giocare al pallone dove due minuti prima avevano depositato le proprie urine.

Queste sono cose che non ti lasciano indifferente che ti prendono lo stomaco e ti attanagliano la gola.

Ma cosa c’è di buono in questo paese? Il titolo fa riferimento all’economia indiana, tuttavia, dietro questi dati, questi numeri assurdi esiste un mondo, una realtà su cui investire una locomotiva che sta partendo con dei numeri stratosferici, cambiamenti politici che stanno cambiandoo la storia di questo paese e dell’economia mondiale.

Il settore tecnologico e finanziario in vetta

la tecnologia indiana è molto avanti, pensate che in questo paese esiste il pagamento attraverso l’impronta digitale , permesso dalle ultime riforme del primo ministro Narendra Modi , per contrastare la criminalità ha reso possibile alle famiglie anche più povere di accedere ad un conto corrente.

La Shubham Housing Development Finance ha lavorato duramente per fornire soluzioni di finanziamento dell’alloggio a migliaia di famiglie con redditi informali attraverso un programma di credito innovativo che va oltre la compilazione delle solite pratiche burocratiche formali.

Shubham offre prestiti per la casa per l’acquisto o la costruzione di una casa, così come prestiti per estensioni e miglioramenti della casa. I membri dello staff si incontrano faccia a faccia con le famiglie per conoscere la loro storia di vita: da dove vengono, cosa fanno e come guadagnano, spendono e risparmiano. In tal modo, diventano un ponte tra il settore formale della finanza abitativa e le famiglie che cercano case migliori e più sicure.

In otto anni, Shubham ha costruito una rete di 84 filiali in 78 città e ha erogato un totale di 300 milioni di dollari in prestiti.

Il miracolo della riforma Fiscale

Come in precedenza detto, l’India rappresenta un mercato dalle significative potenzialità, forse unico, a livello globale, per l’ampiezza dei margini di inserimento che esso offre.

Il Governo guidato dal Primo Ministro Modi ha messo in campo importanti riforme e programmi di sviluppo economico volti a modernizzare il paese e a favorire una crescente attrazione degli investimenti diretti esteri. Tra queste, la riforma piu’ importante e’ stata quella fiscale: dal 1 luglio 2017, l’introduzione della Goods and Service Tax (GST), ha unificato il mercato indiano dei beni e servizi sotto un’unica imposta indiretta (comprensiva di 5 aliquote 0%, 5%, 12%,18% e 28%). A sostegno del “Make in India”, il programma per la trasformazione dell’India in un hub manufatturiero mondiale, e’ stata presentata la nuova Foreign Trade Policy 2015 2020 (FTP) volta ad aumentare la quota mondiale di esportazioni dal 2% al 3,5% entro il 2020 per un valore di 900 mld di dollari.

Da diversi anni le società di investimento hanno scommesso su questo paese come da grafico allegato è possibile vedere come ottenere la crescita del capitale a lungo termine investendo in titoli quotati nella borsa indiana, oltre che in titoli di societa’ non indiane che traggano un’importante quota di guadagni dall’India.

Vale la pena avvicinarsi ad una realtà che oggi definiamo emergente ma che domani con queste potenzialità e riforme adeguate potrà diventare una forza nell’economia mondiale.

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