India, è svolta: in Nagaland stop al commercio e consumo di carne di cane

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India: stop a vendita e consumo di carne di cane.

L’India dice basta alla carne di cane. Nonostante su gran parte del territorio questa pratica fosse già illegale, vi erano ancora delle zone dell’area nord-orientale dedite al consumo dei cani perché considerati un piatto prelibato. Adesso però la situazione è notevolmente cambiata: lo Stato del Nagaland ha infatti emanato una nuova legge che pone il vieto all’importazione, alla vendita e di conseguenza anche al consumo della carne di cane. Il provvedimento è stato salutato con soddisfazione da parte delle associazioni animaliste e ambientaliste che da anni, ormai, si battevano per porre fine a quest’attività. Non a caso hanno parlato di una «importante svolta».

Le organizzazioni impegnate nella difesa degli animali hanno evidenziato che finalmente è stata scritta la parola fine su quella che in India rappresentava una vera e propria crudeltà nei confronti dei cani. Non tutti però hanno approvato la decisione del governo del Nagaland. Alcuni cittadini indiani, infatti, hanno contestato il divieto, definendolo un atto che va a cancellare abitudini e tradizioni radicate tra la popolazione locale.

Carne di cane: l’India dice stop al commercio.

Il massimo esponente politico del Nagaland, Temjen Toy, ha ricordato che la nuova normativa emanata dal governo prevede il divieto assoluto di importazione e commercio dei cani, ma anche della vendita della loro carne nei mercati, e ovviamente ha aggiunto che adesso è illegale anche nutrirsi di questi animali che non vanno consumati né cotti e nemmeno crudi. Quindi su Twitter ha aggiunto di aver apprezzato senza alcuna remora «la saggia decisione presa dal Gabinetto dello Stato». Adesso però resta da capire quali saranno gli strumenti e le forze messe in campo dalle istituzioni per far sì che i cittadini rispettino la legge.

Carne di cane vietata in Nagaland: una battaglia vinta dagli animalisti

Gran parte della stampa indiana sta sottolineando come l’intervento governativo per dire basta al commercio della carne di cane nel Nagaland sia frutto dell’impegno e delle battaglie delle associazioni animaliste. Il provvedimento, in particolare, ha subito un’accelerazione dopo che nei giorni scorsi era stata diffusa sui social network una macabra immagine che mostrava dei cani legati e nascosti all’interno di diversi sacchi senza che potessero muoversi. Questa fotografia ha sollevato la protesta e lo sdegno non solo di quasi tutti i cittadini indiani ma anche dell’opinione pubblica internazionale.

Cani legati nei sacchi prima di essere venduti al mercato.

La Federation of Indian Animal Protection Organisations (FIAPO) si è detta scioccata e inorridita di fronte a quelle agghiaccianti immagini dalle quali si evinceva come i cani fossero in «condizioni terrificanti», chiusi nei sacchi e in attesa di essere uccisi e venduti nei mercati. Proprio in questa circostanza, l’organizzazione ha rivolto un appello al governo del Nagaland affinché intervenisse per fermare il massacro. La FIAPO è stata spalleggiata in questa dura lotta per salvare la vita a tanti cani innocenti dalla People for the Ethical Treatment of Animals (PETA).

Tra le associazioni animaliste più attive si ricorda anche la Human Society International (HSI) che, dopo aver invocato per anni il divieto al commercio della carne dei cani, ha naturalmente tirato un sospiro di sollievo nel momento in cui ha appreso che finalmente il proprio impegno aveva sortito dei frutti. Il direttore generale Alokparna Sengupta ha affermato che ormai già da parecchio tempo il commercio della carne di cane nel Nagaland aveva gettato una «ombra oscura sull’India», ed ora è arrivata una svolta determinante anche per l’immagine del Paese. Senza dimenticare, ovviamente, i migliaia di animali che sono stati sottratti ad una morte dolorosa.

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HSI ha infatti riportato che ogni anno verrebbero introdotti nel Nagaland circa 30.000 cani che, dopo essere stati venduti nei mercati ancora vivi, sarebbero uccisi e massacrati a colpi di mazze di legno. Tra gli Stati dell’India nord-orientale, spetta una particolare menzione al Mizoram che già dall’inizio dell’anno ha sposato la causa della tutela della vita dei cani e della lotta a qualsiasi forma di violenza, vietandone per primo la commercializzazione e rimuovendoli dall’elenco degli animali atti alla macellazione.

Dopo la svolta in India, si auspica che le ultime comunità che ancora consumano carne di cane facciano anch’esse un importante passo indietro. Si tratta di Thailandia, Cina e Corea del Sud.

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