Mercoledì 22 marzo si è svolto il secondo dei cinque appuntamenti della rassegna “Incontri in Jazz”, in cui la New Talents Jazz Orchestra, Orchestra Residente dell’Auditorium Parco della Musica di Roma, ha dialogato con la cantante, musicista e scrittrice italiana Greta Panettieri.

Il concerto, dal titolo “Da New York a Rio”, ha trasportato il pubblico in sala in un viaggio all’interno del repertorio americano e brasiliano.

L’orchestra assieme alla cantante ha proposto brani che spaziano dai classici di Duke Ellington a quelli di Tom Jobim, Chico Buarque, De Barros, passando per interpreti come Vaugham, Ella Fitzgerald, Elis Regina e Mina. Gli arrangiamenti sono quasi tutti firmati da Mario Corvini, ad eccezione della versione di Conversazione di Amurri/Canfora, omaggio a Mina, arrangiata da Giammarco e dell’originalissima versione di “One Note Samba” da Pino Iodice. È stato eseguito anche un brano scritto da Greta insieme ad Andrea Sammartino dal titolo “Guessing Surmising” tratto dall’album “Under Control” e riarrangiato da Corvini.

La cantante descrive così il repertorio portato in scena:

“Qui con Mario Corvini porto un repertorio molto classico. Duke Ellington è sicuramente il primo amore nel jazz, mi venne regalato circa all’età di 12 un libro di brani semplificati per pianoforte ed era proprio un libro di Ellington: quando ho messo le mani sul libro mi si è aperto un mondo, mi ricordo brani bellissimi come Azure, Sofisticated Lady, Whatever, anche alcuni di quelli che suoneremo con Mario. Per me è un ritorno alle origini da un certo punto di vista e dall’altro un sogno che si realizza perché  cantare con un’orchestra così…i ragazzi sono tutti bravissimi, bellissimi gli arrangiamenti mi rende molto felice. Poi c’è il lato brasiliano, che è un’altra parte del mio cuore e del mio percorso musicale che per tanti hanno ha incrociato, e continua a farlo, il Brasile. Quindi per me è una grande gioia poter interpretare questi brani.”

Greta Panettieri, classe 1978, nata a Roma ma cresciuta in Umbria, inizia la sua avventura musicale a sei anni con lo studio del violino, che continua fino all’età di 16 anni, al Conservatorio Morlacchi di Perugia; poi  si dedica allo studio di pianoforte e canto.

Grazie a una borsa di studio, nel 2000 arriva negli Stati Uniti e decide di fermarsi a New York, dove si immerge nel jazz, ma viene anche a contatto con generi musicali diversi come Latin, Funk, Rhythm and Blues:

Sono stati più di 10 anni di vita, un’esperienza abbastanza complessa. Io sono partita per gli Stati Uniti a 21 anni e quindi l’impatto è stato molto forte. Provenivo dalla musica classica, avevo studiato violino al conservatorio; già l’avevo precedentemente abbandonato per dedicarmi a questa mia grande passione che è il jazz, ma sicuramente arrivare negli Stati Uniti ti dà un respiro completamente diverso non solo sulla musica, ma sulla vita in generale. Tutto si ribalta, ma è anche bello trovare nella realtà ciò che ti eri sempre immaginato e prefissato però senza avere delle prove concrete”.

Nel 2010 esce  negli Usa “The Edge of Everything”, il primo album dei Greta’s Bakery, band formatasi nel 2004 composta da Greta, dal pianista Andrea Sammartino e dal bassista Mike La Valle. A questo album, uscito per la Decca Records UMG, partecipano grandi nomi tra i quali Diane Warren che scrive per il gruppo “Useless”.

“Con Diane Warren c’è stata una collaborazione molto bella. Io l’ho conosciuta tramite la Universal; il mio discografico cercava una canzone che potesse essere la hit song del momento, anche perché era un disco di jazz, ma la Decca Universal in quel momento aveva un dipartimento che si chiamava cross over e quindi era un cross over tra il jazz, il pop il country tutto mixato e ci propose questa canzone allora inedita di Diane Warren e l’abbiamo abbracciata a cuore aperto. Lei ci scrisse grandi complimenti, le era piaciuta la versione che avevamo fatto. Un bellissimo brano che mi propongo di riproporre magari in una chiave leggermente meno pop (quella  che avevamo registrato era una hit pop; da allora sono passati tanti anni e siamo in una fase diversa)”.

Il prossimo evento della rassegna “Incontri in Jazz” avrà luogo il 14 aprile alle ore 21, sempre presso il Teatro Studio Gianni Borgna, e vedrà la NTJO dialogare con il trombettista Claudio Corvini che proporrà un omaggio a Miles Davis con un concerto dal titolo “Miles Chronicles” (Miles attraverso i periodi).

 

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