Incidenti in India dopo post su Facebook: almeno tre le persone morte

Atto violento da chiarire

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Incidenti in India dopo un post su Facebook almeno tre le persone morte nella città di Bengaluru, nell’India meridionale. Gli incidenti in India sono avvenuti per un provocatorio post sui social media ritenuto offensivo nei riguardi del Profeta Muhammad.

Incidenti in India: colpa di un post

L’offensivo post di Facebook ha scatenato le proteste e una violenta reazione da parte di un gruppo di musulmani. Martedì notte è stata attaccata una stazione di polizia, ma anche la casa di uno dei politici ritenuti responsabili del post. I manifestanti hanno dato fuoco alle automobili creando momenti di altissima tensione.

Le smentite che non rassicurano

“La situazione è sotto controllo” ha detto su Twitter il commissario della polizia della città di Bengaluru. “Abbiamo sparato proiettili veri per disperdere la folla dopo aver usato gas lacrimogeni e manganelli. Gli anziani della comunità hanno cercato di pacificare la folla che ha bruciato veicoli sulla strada e hanno attaccato la stazione di polizia”. Questa è la dichiarazione del commissario di polizia Kamal Pant. Personalmente, aggiungerei che è il minimo che potevano fare, visto che avete usato proiettili veri: è da assassini.

Incidenti in India la polizia cerca una giustificazione

“La polizia non ha avuto scampo e ha dovuto ricorrere al fuoco e tre persone sono morte”. Questo ha detto Pant aggiungendo che 110 persone sono state arrestate per presunti atti di vandalismo dopo aver attaccato la polizia. Un funzionario di polizia ha dichiarato che è stata emanata una legge di emergenza che vieta i raduni a Bengaluru. Considerata la Silicon Valley indiana, Bengaluru conta 12 milioni di persone.

Incidenti non chiari

Si ma gli eventi non sono chiari, soprattutto perché non si comprende se gli attacchi alla stazione di polizia sono iniziati solo dopo che la stessa ha sparato sulla folla. La polizia dice che un gruppo molto numeroso di persone si è diviso in due gruppi e ha fatto il giro del quartiere costringendo i negozianti a chiudere. I manifestanti avrebbero danneggiando le proprietà, dando fuoco ai veicoli in sosta prima di recarsi in due diverse stazioni di polizia”.

La persona dietro il post è stata arrestata

Pant ha detto che la persona responsabile del post offensivo è stata arrestata. L’imputato si chiamerebbe Naveen, ed è il nipote di un politico del Congresso R Akhanda Srinivasa Murthy, la cui casa è stata attaccata e bruciata nella violenza. Il post, che avrebbe coinvolto il profeta Maometto, da allora è stato immediatamente cancellato. Facebook non ha commentato immediatamente la questione.

Leader e politici musulmani hanno esortato le persone ad astenersi dalla violenza

“E’ stato un giovane imparentato con un politico locale ad aver pubblicato un post dispregiativo sui social media contro il Profeta Muhammad, che ha fatto arrabbiare le persone”. Questo è quello che ha affermato Maulana Mohammed Maqsood Imran Rasheedi, leader religioso musulmano a Bengaluru, che ha anche aggiunto: “Abbiamo chiesto alle persone di mantenere la pace e di non ricorrere a nessun tipo di violenza”.

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