Incidente nucleare di Tokaimura – il 30 settembre 1999 il terribile incidente che ebbe effetti devastanti sui giapponesi

Prima di Fukushima, nel 1999 in Giappone avvenne il peggior disastro nucleare della Storia, che mostrò al mondo le devastantu conseguenze delle radiazioni sul corpo umano

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Incidente nucleare

21 anni fa, in Giappone, a Tokaimura, 130 chilometri nord di Tokyo, si verificò il più devastante incidente nucleare. Simbolo di quella tragedia fu Hisashi Ouchi. Il 35enne morì dopo 83 giorni di agonia.

30 settembre 1999 – incidente nucleare di Tokaimura

Ore 10:30 del 30 settembre 1999, Tokaimura, Giappone. Tre operai di una piccola fabbrica di combustibile nucleare della JCO vennero investiti da un lampo blu, dovuto ai neutroni emessi dall’innesco della reazione nucleare. Per un errore umano si versarono 16 chili di uranio nella soluzione di nitrati, a differenza dei tre chili massimi consentiti. Ciò scatenò radiazioni forti sotto forma di neutroni e raggi gamma.

Se sia stata negligenza o solo necessità di velocizzare i lavori non si saprà mai. Tuttavia, questo gesto portò a uno dei maggiori disastri nucleari del mondo.

L’incidente coinvolse tre operai, ed evacuarono quasi 300 mila persone nelle zone circostanti. I tre operai erano Masato Shinohara, 40 anni, Yutaka Yokowaka, 54 anni, e Hisashi Ouchi, 35 anni.

 Yutaka Yokowaka fu il vero miracolato dei tre. Nonostante assorbì un livello di 1000-5000 millisievert di radiazioni, riuscì a sopravvivere dopo molti mesi di cura. Andò molto peggio ai suoi due colleghi. Masato Shinohara assorbì 6000-10000 millisievert. Tuttavia, nonostante le cure intensive, morì il 27 aprile 2000.

L’incubo di Hisashi Ouchi

La sorte peggiore, quasi da film horror, toccò a Hisashi Ouchi, che divenne poi il simbolo della tragedia. Ouchi aveva assorbito 10000-20000 millisievert, quindi oltre 200 volte il limite consentito. Il 35enne venne trasportato d’urgenza all’ospedale dell’università di Tokyo, dove iniziò il suo calvario.

Il primo sintomo devastante fu la progressiva perdita di intere porzioni di pelle, che si “staccarono” dal corpo. Man mano iniziarono a cadere tutti gli organi, ormai profondamente modificati dalla comparsa di tumori ovunque. Inoltre Ouchi perdeva dal corpo oltre 20 litri di liquidi al giorno.

Dopo 83 giorni di agonia, durante i quali i medici lo sottoposero ad una serie di cure innovative, Ouchi morì.

Ancora oggi molti affermano che le condizioni di Ouchi siano state prolungate oltre il necessario per consentire all’equipe di specialisti di testare nuovi trattamenti clinici in previsione di futuri incidenti nucleari.

Non solo Tokaimura

In Giappone non era il primo incidente nucleare. Infatti, un primo disastro avvenne l’11 marzo del 1997, quando una piccola esplosione in un impianto di Donen, sempre a Tokaimura, espose circa 40 lavoratori alla radioattività. In quell’occasione, per fortuna, non vi fu nessun morto. Tuttavia, si verificarono conseguenze per la vita dei cittadini in quel piccolo paese.

L’ultimo disastro si verificò a Fukushima, dove un sisma di magnitudo 9.0 con epicentro in mare e con successivo tsunami. Questo portò alla distruzione delle pompe nucleari dedite al raffreddamento dei reattori per la fissione nucleare.


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