Incendio a Foggia in baraccopoli di migranti: una vittima

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All’alba del  1 Novembre nel ghetto di Borgo Mezzanone a Foggia,  è divampato un forte incendio in una baraccopoli abusiva di migranti.

Il ghetto di migranti sorgeva a pochi km. dalla città di Foggia ed era posizionato accanto al Centro richiedenti asilo politico ( Cara). L’accaduto ha provocato la morte di un migrante gambiano.

In questa baraccopoli l’incendio risulta essere il secondo a distanza di soli due giorni. La Procura di Foggia ha aperto un’inchiesta contro ignoti per reati di omicidio colposo, incendio colposo e lesioni personali.  Il giorno 6 Novembre si è tenuta l’ispezione del ghetto che è stato invaso dal fuoco. A tenerla sono stati i due pubblici ministeri della Procura, Maria Giuseppina Gravina e Paola De Martino con i tecnici dei vigili del fuoco e gli agenti della squadra mobile.

La vittima dell’incendio è Bakary Secka, un uomo di 30 anni proveniente dal Gambia. Ha riportato gravi ustioni. È stato identificato tramite le analisi delle impronte digitali, i cui risultati hanno confermato l’identità ieri mattina. Della sua data di nascita non si sa ancora nulla e in varie foto segnaletiche, che avrebbe fornito agli inquirenti sono indicate diverse date. Non si sa ancora se avesse il permesso di soggiorno per continuare a rimanere in Italia e da quanto tempo fosse nel Paese.  Nessun parente della vittima ha ancora contattato gli inquirenti o ha rivendicato la salma. Non sarà quindi possibile il riconoscimento del corpo.

Sono state fatte riprese video delle baracche distrutte dalle fiamme per provare a capire cosa abbia procurato l’incendio. Nella mattina del 6 Novembre sono stati sentiti dagli agenti della Squadra Mobile due migranti che vivevano in quella baraccopoli. Non hanno saputo dire molto e hanno riferito di aver perso i documenti nell’incendio. La Squadra Mobile di Foggia sta indagando riguardo le cause che possano aver provocato sia il primo sia il secondo rogo in così pochi giorni.

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