In Russia: aggiunto un comitato contro la tortura degli “agenti stranieri”

0
467
Russia: Corte Suprema ordina chiusura del gruppo Memorial

Aggiunto il Comitato contro la tortura, in Russia, un’organizzazione non governativa fondata nel 2000 per sostenere le indagini sulle accuse di tortura. Al suo registro dei cosiddetti agenti stranieri.

Lista degli “agenti stranieri”: in Russia

Il Ministero della Giustizia russo è entrato nel Comitato contro la tortura nella sua lista aggiornata il 10 giugno. Approvata per la prima volta nel 2012, la legislazione russa sugli agenti stranieri inizialmente ha preso di mira ONG e gruppi per i diritti accusati di condurre attività politiche finanziate dall’estero.

Da allora è stato ampliato per punire le organizzazioni

Dei media, i singoli giornalisti, i vlogger di YouTube e molti altri oppositori percepiti che si presume abbiano persino legami indiretti con finanziamenti esterni. Secondo la legge, coloro che sono designati come agenti stranieri devono rispettare numerosi vincoli e procedure laboriose, tra cui l’indicazione del loro status di agente straniero in tutte le loro pubblicazioni, sotto minaccia di severe sanzioni.

Il Comitato contro la tortura in Russia

Ha combattuto per indagini sulle accuse di maltrattamento da parte delle forze di sicurezza, anche in Cecenia. L’organizzazione era già stata designata come agente straniero nel 2015 e di nuovo l’anno successivo, ma si è sciolta e riformata per cercare di evitare l’etichetta.

L’ong russa ‘Comitato contro la tortura’

E’ stata designata dalle autorità di Mosca come “agente straniero”, nel pieno di una repressione della società civile in Russia. Il nome di questa organizzazione fondata nel 2000 compare ora nella lista delle organizzazioni che esercitano, secondo Mosca, la funzione di “agente estero”, consultabile sul sito web del ministero della Giustizia.

Il Comitato contro la tortura

Fa campagne per costringere le autorità a indagare sui maltrattamenti da parte delle forze di sicurezza e ad agire per mettervi fine. Si è occupata in particolare della situazione in Cecenia. Già riconosciuta come “agente estero” nel 2015, poi nel 2016, l’organizzazione aveva deciso di sciogliersi prima di riformarsi per cercare di sfuggire a questa famigerata denominazione.

L’etichetta “agente straniero”

Che ricorda quella di “nemico del popolo” di epoca sovietica, è usata massicciamente contro organizzazioni, oppositori e giornalisti accusati di svolgere attività politiche finanziate all’estero. Gli “agenti stranieri” sono soggetti a numerosi vincoli e procedure complicate, sotto la minaccia di pesanti sanzioni. Devono in particolare indicare questo stato in tutte le loro pubblicazioni.