In Italia resti di cani risalenti al paleolitico

In due grotte della Puglia sono stati scoperti resti di cani risalenti a 14 mila anni fa. La più antica prova della loro domesticazione nel Mediterraneo.

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Tutta italiana la ricerca che documenta e prova i resti più antichi di cani mai scoperti nel Mediterraneo e probabilmente in Europa.

I resti sono stati rinvenuti in Puglia, presso due grotte già note per l’incredibile quantità di reperti che custodiscono tra dipinti, oggetti e ossa che risalgono al Paleolitico.

Sia in Grotta Paglicci sia in Grotta Romanelli, rispettivamente in provincia di Foggia e Lecce, i ricercatori hanno trovato ossa del tutto riconducibili a cani primitivi.

I reperti risalgono a circa 14 mila anni fa, data che molti scienziati considerano come l’inizio di un autentico legame affettivo tra uomo e cane.

Le analisi provano che le ossa appartengono a canidi di piccola taglia, nettamente inferiori per dimensione al loro progenitore selvatico (il lupo grigio).

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L’origine del cane: una storia complessa

Mentre da un lato vi sono le prove che attestano già 14 mila anni fa la presenza di cani in Italia, e dunque in Europa, più complessa è dibattuta è la questione sull’origine del cane e dove abbia avuto origine la sua domesticazione.

Ad esempio molti ritengono che la domesticazione del lupo abbia avuto origine in due luoghi differenti e in maniera indipendente. La prima in Europa e la seconda in Asia.

In un secondo momento le due linee si sono probabilmente incrociate fino a mescolarsi tra loro.

Ma i primi resti di cani si hanno realmente intorno a 30 mila anni fa. All’epoca probabilmente questi animali giravano attorno ai villaggi umani svolgendo il gradito ruolo di spazzini e sentinelle.

Un evento decisivo: i cani entrano nella vita dell’uomo

Questo straordinario evento, ovvero quello dell’inizio della collaborazione tra uomini e lupi, ed inseguito cani, precede anche le prime forme di agricoltura. Fu una svolta nella storia dell’umanità.

Probabilmente alcuni lupi, che per qualche ragione non potevano cacciare o magari preferivano semplicemente reperire cibo facile, si aggiravano intorno ai primi accampamenti umani cibandosi dei loro avanzi.

In un secondo momento sembra essere nata una collaborazione tra questi due animali durante la caccia, aumentando entrambi le loro probabilità di successo.

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