In campagna col FigoMoro di Caneva

Una giornata dedicata al fico nero, prodotto d'eccellenza del territorio sin dai tempi antichi

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Vi presento un fico vestito a festa, un fico nero golosamente caramellato, seduto ridente in un cestino di cialda croccante.

Questo appetitoso fico nero è stato l’unico vero protagonista della giornata a Villa Frova, a Caneva (PN), tenutasi domenica 27 agosto: “In campagna col FigoMoro”. E sì, è proprio lui: il FigoMoro, così localmente chiamato sin dal XIV secolo.

Il suo pregio – spiega ufficialmente il Consorzio nato a tutela del frutto –  è storicamente riconosciuto, tanto d’aver costituito un’importante disponibilità alimentare soprattutto per le sue doti energetiche e medicali. A tal punto era apprezzato il FigoMoro da Caneva, da imbarcarlo in tutte le navi della flotta Veneziana, sotto forma di fico secco. I frutti freschi e i derivati erano invece riservati alla nobiltà. Dal dal XIV al XIX secolo e successivamente fino a qualche decennio fa, la sua vendita si è diffusa in modo importante nella Repubblica Veneta, nel Bellunese e nel Padovano, ov’è tuttora presente nei mercati zonali. Le piante, anche molto vecchie, sono presenti sul territorio, qualche volta abbinate alla coltivazione della vite o del gelso, molto più spesso spontanee, perse in modo casuale, in prati in declivio”.

Un frutto letteralmente legato alla storia di una terra e così ancora oggi, e forse più di ieri, per il bisogno di salvaguardare, diffondere e mantenere le eccellenze locali, a fine agosto, nel periodo della raccolta, la campagna ringrazia il FigoMoro, che si forgia e trasforma in piatti realizzati da cuochi e chef, si fa gustare abbinato ai formaggi o al prosciutto, si lascia scomporre e lavorare in marmellate e composte, rilascia i suoi sentori al gelato, si fa raccogliere pomposo dai rami nodosi delle piante e sì, ovviamente, si fa gustare in purezza, fresco e rigorosamente con la buccia!

Ma primo tra tutti, ecco a voi il piatto di eccellenza, come storia vuole, come tradizione comanda: “pan e fich“!

E’ così che Villa Frova ha accolto i suoi numerosi ospiti, con girasoli festosi e botti adornate con fette di pane casalingo e frutti neri; e dietro il cancello … fichi in festa in ogni forgia e modalità, da quelle per il palato con stand enogastronomici ai laboratori per i bambini, dalle cassette di frutti a colorare e profumare gli angoli del cortile alla visita ai frutteti, con il gusto e la gioia “infantile” nel cuore di raccogliere le nere infiorescenze carnose e mangiarle così, con le mani sporche di latte e la bocca piena di sapore puro.

Ma accanto al FigoMoro l’eccellenza del territorio è arrivata tutta: dalle fragranti brioches della JesolDolce al conosciutissimo prosciutto di San Daniele, che la Prosciutteria Dok Dall’Ava ha sapientemente abbinato ai fichi freschi e grissini di casa, dai formaggi della Latteria di Aviano la cui offerta è stata un tripudio di formaggi misti con FigoMoro in varie consistenze, ai vini del canevese (Pradego , Ca de Mocenigo, Vini ai Giardini e Rivecoldefer), fino al gelato della Gelateria in Borc di Polcenigo.

 

Clima rilassato da felice domenica di fine estate: i bambini intenti nei laboratori realizzati in collaborazione con Lis Aganis – Ecomuseo Regionale delle Dolomiti Friulane; qualcuno in visita alle risorgive poco distanti, altri a passeggiare tra le piante di fichi… Sorrisi e chiacchiere come in una gita di famiglia, e questo credo sia il vero successo della giornata.

E non sono mancati i ristoranti a proporre per il pranzo menu degustazione a base di FigoMoro: l’Hotel Ca’ Damiani di Stevenà di Caneva (polpettina gratinata al forno con FigoMoro; FigoMoro in fiore, crema di scuacquerone, ricotta e speck; orzotto agli agrumi e FigoMoro; nascondino farcito con FigoMoro e gorzonzola; leccornia al FigoMoro e il suo sgroppino), la Pizzeria “Italo Rover” di  Sarone di Caneva (timballo con pancetta, gorzonzola, FigoMoro e culatello di Sauris; gnocchi di ricotta e FigoMoro con burro, salvia e ricotta affumicata, tagliata d’anatra con senape di FigoMoro e patatine al forno; semifreddo al FigoMoro) e il ristorante TROTA BLU, Sarone di Caneva (carpaccio di trota affumicata, misticanza e FigoMoro; tartare di trota, pomodorini, olive taggiasche e FigoMoro; Misticanza fresca, FigoMoro, avocado, pomodorini e ceci; orecchiette datterino, calamaro, menta e FigoMoro, trota ai ferri al sarmoriglio e FigoMoro).

Ne ha fatta di strada il piccolo fico nero dai tempi antichi, accompagnato da pane o formaggio, ad oggi, laddove anche gli chef si sbizzarriscono “giocando” a trasformarlo in bocconcini gourmet da delizia rara, che solo a decorare il piatto nelle loro composizioni artistiche fanno venire l’acquolina!

Si perché… show cooking sia! Ed eccoli all’opera gli chef Manlio Signora , ora docente della scuola alberghiera di Aviano, e Marco Talamini , owner del ristorante La Torre a Spilimbergo. Un duetto che ha saputo intrattenere il pubblico con autoironia e sapienza nel descrivere i passaggi delle preparazioni, alle prese con foie gra, fichi caramellati, petto d’anatra e dolci al bicchiere…

Tavolate piene, coi commensali ad elogiare le creazioni degli chef, che qualcuno proverà ad imitare tra i fornelli di casa, cassetta di FigoMoro alla mano.

Ma no, non preoccupatevi, non serve essere chef per saper esaltare il sapore del fico, perchè lui, il FigoMoro, è il Re della tavola agostana semplicemente così:

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