In aumento i crimini contro gli ebrei in Inghilterra e Galles

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Raddoppiati i crimini contro gli ebrei in Inghilterra e in Galles. La notizia è confermata dai dati presentati dalla polizia britannica nei giorni scorsi. Nel 2018/2019 la polizia dell’Inghilterra e del Galles ha registrato ben 103.379 crimini di odio, il 10% in più rispetto allo scorso anno e il doppio rispetto ai dati relativi al 2012/2013. I crimini di odio sono perlopiù di carattere religioso. La maggior parte delle vittime sono di religione musulmana (47%, con 3530 attacchi verbali e fisici registrati nel 2018/2019) ma a destare preoccupazione è la situazione della minoranza ebraica, che nell’ultimo anno ha ricevuto il doppio di attacchi e minacce rispetto allo scorso anno. La polizia ha registrato 1326 reati contro gli ebrei in confronto ai 672 dello scorso anno. Sono dati importanti, soprattutto per un Paese come il Regno Unito, da sempre meta di persone provenienti da tutto il mondo.

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Reati aumentati dopo la Brexit

Il numero di reati in Inghilterra e nel Galles è aumentato anche nei confronti di persone omosessuali (25%) e dei transessuali (37%). I reati nei confronti delle persone disabili, invece, sono aumentati del 14%. L’aumento del numero di reati in Inghilterra e Galles può essere legato, seppur in minima parte, al modo in cui i crimini vengono registrati, ma è palese che ci siano stati dei picchi di reati dopo eventi come il referendum per la Brexit e gli attacchi terroristici del 2017. Secondo il gruppo Citizens UK, che ha realizzato un proprio sondaggio, il numero di reati nell’ultimo anno potrebbe essere addirittura anche più alto di quello ufficiale.

Cala la fiducia nelle istituzioni e si richiede più sicurezza

Quello che emerge dai sondaggi condotti da Citizens UK è una forte erosione sociale e una crescente crisi di fiducia nelle istituzioni da parte dei cittadini britannici. Il direttore esecutivo del gruppo cittadino, Matthew Bolton, ha etto: “Le comunità di tutto il Regno Unito sono preoccupati del fatto che non si faccia abbastanza per proteggere i cittadini dai crimini di odio”. Secondo Bolton, “la politica, i media e le istituzioni devono pensare ad un piano di azione per fermare le brutte storie che circolano sui social media e il contesto politico divisivo, che aumenta il clima di odio”.

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Dal governo britannico arriva una dura reazione a questi numeri sulla violenza. “Ogni episodio di crimini di odio è completamente inaccettabile” dice un portavoce, “Nessuno dovrebbe essere preso di mira perché una minoranza piena di odio non può tollerare le differenze che hanno fatto grande il nostro Paese”. La speranza del governo britannico è che si eviti l’omertà: “Ci auguriamo che le persone continuino a denunciare eventuali crimini di odio e la polizia continuerà a migliorare la propria responsabilità nei confronti delle vittime”. Il contesto sociale può essere cambiato solo con l’impegno di tutti i soggetti, a partire dai cittadini, dalle istituzioni e dai media. Il governo, intanto, si è impegnato nella lotta al crimine razziale nei confronti di minoranze religiose e di omosessuali, confidando nella collaborazione del sistema di giustizia e della comunità.

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